Pisa è la mia città, dove sono nata, dove ho studiato e dove ho lavorato, e di conseguenza possiamo dire che sia la città che conosco meglio al mondo. Si tratta di una piccola cittadina con poco più di 89 mila abitanti, la cui provincia si estende dal mare fino alle colline dell’entroterra toscano, è una città vivace, sempre piena di studenti che provengono, non soltanto dal resto dell’Italia, ma da tutto il mondo, in quanto ospita una delle Università più antiche d’Europa. Ospita anche due Università di eccellenza, la Scuola Normale Superiore e la Scuola Superiore Sant’Anna, proprio nel centro storico. Ospita un aeroporto internazionale, il Galileo Galilei, e un importante policlinico, l’Ospedale di Cisanello. Una cittadina proiettata verso il futuro, ma con uno sguardo attento alla sua storia, non dimentichiamoci che ha dato i natali a Galileo Galilei, Antonio Pacinotti, Leonardo Fibonacci.

Il centro storico di Pisa si può girare tranquillamente a piedi, se si ha più tempo a disposizione si può valutare di spostarsi in auto anche in altre zone fuori dal centro, ma non meno interessanti, di cui parlerò alla fine di questo articolo.

Supponiamo di considerare come punto di partenza per la nostra visita a piedi, la stazione ferroviaria centrale che si trova in una posizione comoda per visitare la città. Lasciando la stazione alle proprie spalle, ci incamminiamo verso Piazza Vittorio Emanuele II che è dominata per l’appunto dalla statua di Vittorio Emanuele II eseguita da Cesare Zocchi e inaugurata il 22 settembre 1892. Si dice che la piuma sull’elmo fu aggiunta per farlo sembrare più slanciato.

Sulla piazza si affacciano, tra gli altri edifici, la Camera di Commercio, le Poste Centrali e la Chiesa di Sant’Antonio Abate che ci impone di fare subito una piccola deviazione. Proprio sul lato della canonica della Chiesa si trova il murale Tuttomondo di Keith Haring, realizzato nel 1989: questa è stata l’ultima opera pubblica realizzata dal writer statunitense prima della sua morte.

La passeggiata riprende dalla Piazza Vittorio Emanuele II dalla quale si imbocca Corso Italia, la strada pedonale dedicata allo shopping al termine della quale troviamo le Logge dei Banchi, così chiamate perché ospitavano le logge dei mercati. Curioso notare che nei locali seminterrati trovava luogo un albergo diurno che offriva servizi come i bagni, le docce, la lavanderia, locali ristrutturati in anni recenti come bagni pubblici. Qui si trova anche Palazzo Gambacorti, sede degli uffici comunali.

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Sulla sinistra le Logge di Banchi

Di fronte a noi a questo punto scorre il fiume Arno e il panorama sui Lungarni è pazzesco! Qui lo sguardo può spaziare dalla Cittadella agli edifici storici della città, il Comune, le case torri, il Palazzo Rosso che è sede dello storico Caffè dell’Ussero dal 1775…

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Veduta del Lungarno Pacinotti dal Ponte di Mezzo
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A questo punto si può fare una piccola deviazione di una quindicina di minuti complessivi, per vedere una chiesetta posizionata sul Lungarno Gambacorti….garantisco che non ve ne pentirete! Lasciate sulla sinistra le Logge di Banchi, si prosegue sul Lungarno fino ad incontrare, poco dopo, il Palazzo Giuli Rosselmini Gualandi, chiamato più semplicemente Palazzo Blu che ospita mostre temporanee ed esposizioni permanenti.

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L’elegante figura di Palazzo Blu, sul Lungarno Gambacorti

Può essere una buona occasione per visitare una di queste, altrimenti si prosegue fino ad arrivare al Ponte Solferino, il ponte ricostruito negli anni settanta dopo essere stato distrutto durante la Seconda Guerra Mondiale e successivamente, dopo la ricostruzione, spazzato via dall’alluvione del 1966. Subito prima del ponte sorge un piccolo gioiello: la chiesa della Spina, una chiesetta gotica sulla riva dell’Arno, il cui nome deriva dal fatto che conservava una spina che avrebbe fatto parte della corona di spine di Gesù, oggi custodita nella chiesa di Santa Chiara.

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Veduta del Lungarno Pacinotti e Gambacorti dal Ponte Solferino

Dalla chiesa della Spina possiamo ripercorrere la stessa strada in senso inverso per tornare alle Logge di Banchi con l’antistante Piazza XX Settembre per attraversare il fiume l’Arno direttamente dal Ponte di Mezzo, che ci porta in Piazza Garibaldi dove si trova la statua di bronzo di Giuseppe Garibaldi eseguita nel 1892 da Ettore Ferrari. Altrimenti possiamo proseguire attraversando il Ponte Solferino dal quale si gode di una vista splendida sui Lungarni da una parte e sulla Cittadella dall’altra, un’antica fortezza all’estremo delle mura cittadine, nei pressi della quale si trovavano i resti degli arsenali repubblicani e quelli medicei dove venivano varate le navi pisane. Oggi presso gli Arsenali si trova una bella esposizione delle Navi antiche di Pisa e di oggettistica legata alla navigazione e ai commerci.

Percorso il Ponte Solferino, giriamo a destra per percorrere tutto il Lungarno Pacinotti per tornare verso il centro. Lungo la strada incontriamo anche il Palazzo Reale che è stato residenza dei Granduchi di Toscana, in particolare di Pietro Leopoldo I, e che oggi ospita il Museo Nazionale di Palazzo Reale. Continuando a camminare, incontriamo poi da vicino il caratteristico edificio del Caffè dell’Ussero, nei pressi del quale, ai piedi delle “spallette” (i muri di pietra che fanno da argini al fiume) si trova una targa che ricorda un pensiero di Giacomo Leopardi:

L’aspetto di Pisa mi piace assai più di quel di Firenze. Questo Lung’arno è uno spettacolo così ampio, così magnifico, così gaio, così ridente che innamora: non ho veduto niente di simile né a Firenze né a Milano né a Roma. E veramente non so se in tutta l’Europa si trovino molte vedute di questa sorta.

Giacomo Leopardi

Raggiungiamo infine la Piazza Garibaldi e imbocchiamo Borgo, un’altra strada pedonale dedicata allo shopping che è, in linea d’aria, la prosecuzione di Corso Italia sull’altro lato del fiume. La prima parte è chiamata Borgo Stretto in quanto è resa meno ampia dalla presenza di logge che poggiano su grandi colonne e prosegue quindi in Borgo Largo dove non troviamo più le caratteristiche logge. Qui incontriamo una storica pasticceria, Salza, approdata a Pisa nel 1927. Non percorriamo tutto Borgo, ma giriamo presto a sinistra in via delle Colonne per raggiungere Piazza delle Vettovaglie dove si tiene il mercato di frutta e verdura. La storia di questa piazza è stata sempre caratterizzata dalla vendita di generi alimentari, motivo per cui ha assunto questo nome, già dal XVIII secolo.

Torniamo sui nostri passi, continuando a percorrere Borgo, finché non giriamo nuovamente a sinistra in Via Dini che ci conduce direttamente alla splendida Piazza dei Cavalieri, senza dubbio uno dei miei scenari preferiti della città! La Piazza è stata ridisegnata e riorganizzata da Giorgio Vasari nel XVI secolo e contiene degli edifici dalla grande importanza storica e culturale: qui troviamo il Palazzo del Consiglio dei Dodici, il Palazzo Puteano, la Chiesa di San Rocco, il Palazzo della Carovana sede della Scuola Normale Superiore di Pisa fondata da Napoleone nel 1810, il Palazzo della Canonica, la Chiesa di S. Stefano dei Cavalieri contenente la splendida Natività di Cristo del fiorentino Bronzino.

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Il Palazzo della Carovana, che ospita la Scuola Normale Superiore
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La statua di Cosimo I de’ Medici

Sulla piazza si affaccia anche la famosissima Torre dell’Orologio nella quale si narra sia stato rinchiuso il Conte Ugolino della Gherardesca, come raccontato da Dante nel XXXIII Canto dell’Inferno. Ricordate l’incipit che dà inizio ai suoi versi, in cui il Conte racconta l’orribile gesto al quale fu costretto dalla fame?

La bocca sollevò dal fiero pasto
quel peccator, forbendola a’capelli
del capo ch’elli avea di retro guasto.

Poi cominciò: «Tu vuo’ ch’io rinovelli
disperato dolor che ’l cor mi preme
già pur pensando, pria ch’io ne favelli.

Ma se le mie parole esser dien seme
che frutti infamia al traditor ch’i’ rodo,
parlar e lagrimar vedrai insieme.

(Dante, Inferno, canto XXXIII)

Dante nomina proprio la città di Pisa, che a suo parere deve essere punita per la straziante sorte riservata al Conte e alla sua famiglia…Ogni volta che passo davanti al Palazzo dell’Orologio e alla Torre della Muda (detta della Fame) dove si dice fosse imprigionato il Conte Ugolino, mi tornano alla mente le parole di Dante:

Ahi Pisa, vituperio de le genti
del bel paese là dove ’l sì suona,
poi che i vicini a te punir son lenti,

muovasi la Capraia e la Gorgona,
e faccian siepe ad Arno in su la foce,
sì ch’elli annieghi in te ogne persona!

(Dante, Inferno, canto XXXIII)
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La Torre della Muda, anche detta della Fame

Qui imbocchiamo Via Corsica che diventa ben presto Via dei Mille dove si trova la Chiesa di S. Sisto: un’affascinante piccola chiesa in pietra contenente il timone di una nave da trasporto del XIV secolo, la lapide mortuaria dell’emiro Al Murtada portata a Pisa dopo la conquista delle Baleari nel 1115 e una replica delle bandiere dei quartieri storici della Repubblica di Pisa. Questa chiesa fu fondata nel 1087 e dedicata a San Sisto in onore della vittoria contro i saraceni di Al Mahdiya e Zawila avvenuta il 6 agosto dello stesso anno.

Continuiamo la nostra camminata fino a ritrovarci in Via Santa Maria, perpendicolare alla strada sulla quale ci troviamo, giriamo a destra per imboccarla e cominciamo subito a intravedere la sagoma familiare dei monumenti di Piazza dei Miracoli alla quale veniamo condotti direttamente. Davanti ai nostri occhi abbiamo finalmente la Piazza dei Miracoli: Torre, Battistero, Duomo e Camposanto! Mi raccomando, non tralasciate la visita del Camposanto monumentale, contiene numerosi sarcofagi romani, le tombe delle personalità illustri Ulisse Dini e Antonio Pacinotti, oltre ad alcuni anelli della grande catena del Porto Pisano che dopo la sconfitta della Meloria fu spezzata in varie parti e portata a Genova.

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La cupola del Duomo intravista da Via Santa Maria
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Il Duomo
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Il Battistero
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La Torre di Pisa

Dalla Torre Santa Maria in Piazza Duomo possiamo decidere di salire sulle mura di Pisa e percorrere, in tutto o in parte, i tre chilometri di camminamento che attraversano il centro storico di Pisa permettendo di osservarlo da una prospettiva insolita, da 11 metri di altezza.

Per un pranzo o uno spuntino veloce, vale la pena sicuramente assaggiare una schiacciatina con la cecina, chiamata anche farinata di ceci in altre zone d’Italia, una specialità a base di farina di ceci, acqua, olio e sale oppure uno spicchio di pizza pisana cotta in una teglia unta d’olio e guarnita con salsa di pomodoro, capperi, acciughe e formaggio grattugiato. Dove mangiarle? Da Nando, Pancino, Il Montino, ai Bagni di Nerone…

Possiamo tornare sui nostri passi e tornare verso la stazione facendo lo stesso percorso in senso inverso oppure, ancora più semplice, possiamo lasciare la Torre alla nostra sinistra e girare a destra in Via Cardinale Maffi che ci conduce ai cosiddetti Bagni di Nerone, un sito archeologico che contiene i resti delle terme romane del I secolo d.C. A questo punto ci troviamo all’inizio di Borgo, dobbiamo soltanto percorrerlo tutto, attraversare il Ponte di Mezzo, Corso Italia, Piazza Vittorio Emanuele II e siamo di nuovo alla stazione ferroviaria.

Altrimenti, si può decidere di prendere i mezzi pubblici: una volta percorsa la Piazza dei Miracoli in tutta la sua estensione, usciamo dall’arco di Porta Nuova e ci ritroviamo in Piazza Manin. Dalla Via Bonanno passano con una frequenza di dieci minuti le linee urbane della Lam Rossa, oppure possiamo imboccare Via Andrea Pisano che ci conduce in pochi minuti alla stazione ferroviaria di Pisa S. Rossore dove possiamo riprendere il treno.

Se invece si raggiunge Pisa in auto, possiamo considerare valido l’itinerario proposto e parcheggiare direttamente sotto Piazza Vittorio Emanuele II dove si trova un grande parcheggio multipiano, oppure parcheggiare gratuitamente nel Park Pietrasantina che si trova appena fuori dal centro storico e poi prendere la Navetta Torre che conduce in pochi minuti in Piazza Manin, proprio accanto a Piazza dei Miracoli, oppure la Lam Rossa che porta fino alla stazione ferroviaria centrale.

Con più tempo a disposizione, si possono raggiungere alcune delle aree verdi che fanno parte della città di Pisa:

  • il Giardino Scotto (5 minuti di auto dal centro) nei pressi della Cittadella Nuova sul Lungarno Fibonacci, un’antica fortezza di Pisa così chiamata per distinguerla dalla Cittadella più vecchia e rivolta al mare.
  • il Viale delle Piagge (10 minuti di auto dal centro) un bellissimo viale alberato dove si trova la Chiesa di San Michele degli Scalzi con il campanile che pende…ben 5° in più della Torre di Pisa, il Centro espositivo museale SMS e la Biblioteca comunale SMS.
  • il parco di San Rossore (10 minuti di auto dal centro), che si trova nella prima periferia della città dove fare una bella passeggiata nella natura cercando di avvistare, con un po’ di fortuna, daini o cinghiali. All’interno si trova un importante ippodromo. Curioso sapere che qui si trovano anche tre dromedari, oggetto di una donazione al parco e una razza bovina molto particolare e pregiata, il mucco pisano, che viene allevato in questa zona.

Invece, le frazioni di Marina di Pisa e Tirrenia si affacciano direttamente sul lungomare (15 minuti di auto dal centro), sono provviste di una spiaggia di ghiaia, la prima, e sabbiosa, la seconda, di numerosi stabilimenti balneari, ristoranti che offrono specialità di pesce, negozi, locali notturni. A Marina di Pisa si trova anche un piacevole porticciolo di recente costruzione. Durante l’estate si tengono dei mercati straordinari sul lungomare, a Marina di Pisa la domenica, a Tirrenia il martedì.

E se capiti a Pisa nel mese di giugno, puoi imbatterti in uno dei tanti eventi che caratterizzano il cosiddetto giugno pisano, ricco di interessanti rievocazioni storiche. Scopri tutti gli appuntamenti da non perdere in questo articolo.

Author

Nata a Pisa nel 1990, nella stessa città mi sono laureata in Studi Internazionali e attualmente vivo, lavoro e ho sposato Dario. Amo i giochi da tavolo con gli amici, leggere, scrivere, cucinare piatti etnici, oltre che viaggiare, vicino e lontano: la mia più grande passione.

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