Per camini delle fate o piramidi di terra si intendono i rilievi rocciosi solitamente costituiti da un prisma rastremato verso l’alto di tufo, oppure limo o roccia vulcanica, estremamente friabile e sormontato da un cono dello stesso materiale, che protegge la roccia sottostante. Secondo la leggenda i massi sulla sommità furono posati da divinità celesti.

Mentre tutti conoscono le famose piramidi turche che si trovano in Cappadocia, nell’Anatolia Centrale, pochi sanno che anche in Italia si possono trovare diverse formazioni rocciose di questo genere.

Dobbiamo spostarci nel Nord Italia, dove partendo dal Trentino Alto Adige si incontrano:

  • Piramidi di terra del Renon – Si tratta di un monumento naturale poco distante da Bolzano, chiamato originariamente “Lahntürme”, ovvero torri delle frane, i cui pinnacoli sono formati da coni di materiale morenico su ciascuno dei quali poggia un grande masso creando singolari strutture di terra costituite da argilla morenica di origine fluvio-glaciale, residuo del ghiacciaio principale della Val Isarco e di alcuni ghiacciai locali secondari.
  • Piramidi di Plata e Terento – Questo fenomeno si può osservare anche in Val Pusteria, dove appena sopra il paese di Terento, in un bacino di erosione, si sono formate numerose piramidi di terra risalenti a circa 180 anni fa, quando il torrente Terner erose il terreno durante un’inondazione. Il materiale delle piramidi deriva da depositi morenici dell’ultima glaciazione di circa diecimila anni fa, che assumono uno speciale colore chiaro, grazie al materiale granitico. A Plata invece le piramidi di terra si formarono diverse centinaia di anni fa in seguito ad una frana che distaccò il sentiero tra il maso Thalerhof e Sopranessano.
  • Piramidi di Segonzano – In Valle di Cembra si trovano numerose piramidi, resti di un deposito morenico risalente all’ultima glaciazione. Tra le piramidi più originali ci sono quelle con il cappello, dette “Omeni de Segonzan”.

Nella regione lombarda troviamo invece:

  • Piramidi di Zone – In provincia di Brescia, nella parte settentrionale del Lago d’Iseo, salendo dal Comune di Marone incontriamo la località di Zone dove troviamo le piramidi formate grazie all’erosione provocata dall’acqua a contatto con il particolare terreno della montagna di origine morenica.
  • Piramidi di Postalesio – Situate in Provincia di Sondrio, queste piramidi di erosione si trovano all’interno di una riserva naturale protetta istituita nel 1984 e sono chiamate, in dialetto, “pilùn”, per la loro forma alta e slanciata.

Spostandoci in Piemonte:

  • Piramidi dei Ciciu – In provincia di Cuneo, nella Riserva naturale dei Ciciu del Villar,si trovano le “colonne di erosione” qui chiamate “Ciciu ‘d pera”,  ai piedi del massiccio del Monte San Bernardo. Secondo le leggende del luogo i ciciu si sono formati nottetempo per effetto delle masche, le streghe del folclore piemontese, oppure sarebbero essi stessi delle masche trasformate in pietra, dopo un uragano che avrebbe interrotto un rito magico di un sabba. Altri ritengono si siano formati a seguito di un miracolo di San Costanzo, un legionario romano della legione Tebea arrivato fino al monte San Bernardo per sfuggire a 100 soldati romani che volevano ucciderlo. Si narra che durante la sua fuga si sia voltato verso i legionari minacciandoli di trasformarli in pietra.

In Liguria troviamo invece:

  • Fungo di Piana Crixia – Nella provincia di Savona, quasi al confine con quelle di Cuneo, Asti e Alessandria, si trova il Parco naturale regionale di Piana Crixia istituito nel 1985, territorio caratterizzato da calanchi e caratteristici funghi di pietra.

Spostandoci nell’Italia centrale e più precisamente nelle Marche, troviamo:

  • Lame Rosse – Sui Monti Sibillini, nei pressi del Lago di Fiastra, si trova la formazione delle Lame Rosse, caratterizzata da ghiaia tenuta insieme da argilla.
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Nata a Pisa nel 1990, nella stessa città mi sono laureata in Studi Internazionali e attualmente vivo, lavoro e ho sposato Dario. Amo i giochi da tavolo con gli amici, leggere, scrivere, cucinare piatti etnici, oltre che viaggiare, vicino e lontano: la mia più grande passione.

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