Approfittiamo di un bel weekend di fine ottobre per visitare alcune zone del Lazio e da Viterbo, dove pernottiamo in un grazioso B&B, per raggiungere il piccolo paese di Bomarzo. Bomarzo, che dista da Viterbo solamente 20 chilometri, è noto per ospitare un Parco decisamente sui generis: il Parco dei Mostri, detto anche Sacro Bosco di Bomarzo o Villa delle Meraviglie.

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Proteo o Glauco è un mostro sormontato da un globo di pietra avvolto dal simbolo degli Orsini, sulla cui cima è posta una piccola torre

Andiamo spesso nel Lazio per far visita ad alcuni parenti e ogni volta proviamo a trovare una zona nuova da vedere: leggi l’articolo sulla nostra visita alla Necropoli di Porto, vicino a Fiumicino.

La storia del Parco di Bomarzo

Il Parco dei Mostri fu commissionato all’architetto Pirro Ligorio alla metà del XVI secolo da parte del principe Pier Francesco Orsini, detto Vicino Orsini, che volle dedicarlo alla moglie Giulia Farnese, scomparsa in giovane età.

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L’imponente statua di Nettuno

Dopo la morte dell’ultimo Orsini, il Parco fu abbandonato e cadde in rovina. Nella seconda metà del Novecento venne finalmente restaurato dalla coppia Giancarlo e Tina Severi Bettini, che sono oggi sepolti all’interno del parco. I due riposizionarono le attrazioni lungo il percorso del Sacro Bosco di Bomarzo.

Sembra che il pittore surrealista Salvador Dalì sia rimasto molto colpito dalla sua visita al Parco, dove trovò anche ispirazione per la sua produzione artistica.

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Ercole e Caco è la più grande statua del Parco, chiamata anche Il Colosso

La struttura del Parco di Bomarzo

Il parco è davvero molto esteso: la sua superficie è di circa 3 ettari. Quello che lo rende così famoso e conosciuto è ciò che contiene al suo interno: edifici dalle architetture insolite e bizzarre e numerose statue che ritraggono figure della mitologia realizzate in basalto.

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Il Ninfeo, ispirato a quelli di età greco-romana

Il simbolismo

Tutte queste opere, che sono visibili dai visitatori, presentano un forte simbolismo che nel corso del tempo è stato studiato e approfondito da storici e scienziati, che hanno cercato di capire le reali e profonde motivazioni dietro il progetto del Parco e la sua costruzione. Si è parlato addirittura di alchimia.

Alla fine sembra che, più probabilmente, l’intenzione del principe fosse quella di creare una sorta di percorso iniziatico per il visitatore. Analizzando il percorso all’interno del Parco, si nota come gli ospiti potessero passeggiare in un crescendo di stupore per le creature grottesche in esso contenute. Infatti il Parco viene anche chiamato Bosco Iniziatico…ma “Sol per sfogare il core” come recita l’iscrizione su un pilastro.

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L’elefante che tiene nella proboscide un legionario romano

La nostra visita

Dopo aver fatto il biglietto all’ingresso del Bosco, viene consegnata una mappa dove sono riportate tutte le 36 attrazioni che si possono visitare lungo il percorso all’interno del Parco.

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Il drago che lotta

La passeggiata nel Bosco è davvero molto interessante e particolare perché ci si trovano davanti attrazioni enigmatiche e misteriose delle quali talvolta è difficile comprendere il significato. Forse è questo che voleva far provare Vicino Orsini ai visitatori? O forse voleva semplicemente intrattenere, distrarre e sorprendere e le opere non hanno nessun significato nascosto?

Fatto sta che i misteri e le leggende che circondano il parco da più di quattro secoli…rimangono tutti, anche dopo averlo visitato e probabilmente nessuno riuscirà mai a capire tutto quello che c’è dietro. E trovo che sia proprio questa la sua bellezza e unicità!

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Intorno alla bocca dell’Orco, scavato nel tufo, si legge “Ogni pensiero vola”

Avevi mai sentito parlare del Parco dei Mostri di Bomarzo? Conosci altre località avvolte da misteri che non sono ancora stati del tutto compresi? Quali? Fammelo sapere nei commenti!

Author

Nata a Pisa nel 1990, nella stessa città mi sono laureata in Studi Internazionali e attualmente vivo, lavoro e ho sposato Dario. Amo i giochi da tavolo con gli amici, leggere, scrivere, cucinare piatti etnici, oltre che viaggiare, vicino e lontano: la mia più grande passione.

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