Questo articolo è rivolto a chi, come me, capitato nella cittadina di Eindhoven nel Brabante Settentrionale, si è chiesto se valesse la pena soggiornare in città o anche solo visitarla. La risposta è sicuramente affermativa: anche se la città non offre molto da un punto di vista storico-culturale, può essere una piacevole scoperta. Da qui la Philips ha cominciato la sua attività e ancora oggi ha la sua sede a Eindhoven dove si può visitare anche il museo.

Si trova anche il Museo Van Abbe di arte moderna e contemporanea e il Museo Daf dedicato ai mezzi di trasporto. Arrivando in città non si può non notare l’Evoluon, il cosiddetto “Disco Volante”, oggi Centro Congressi, che caratterizza il panorama di Eindhoven.

Noi siamo andati di martedì e abbiamo parcheggiato in centro (ci sono molti parcheggi coperti, anche se piuttosto cari!) e abbiamo trovato il mercato nella Piazza Markt e nelle strade adiacenti, occasione perfetta per mescolarsi agli olandesi in cerca di un buon affare. Gran parte delle bancarelle vendeva prodotti gastronomici, in particolar modo aringhe e formaggi, che si potevano anche gustare nei chioschi allestiti nei pressi delle bancarelle. Seguendo lo scorrere del mercato abbiamo raggiunto un’altra piazzetta molto vivace piena di ristoranti e negozi.

Abbiamo mangiato all’aperto, a un tavolino dell’affollato Carrousel (vicino a una giostra per bambini), dove abbiamo ordinato delle tipiche crocchette di carne lessa impanate e fritte davvero squisite (e bollenti!) che si chiamano bitterballen. Abbiamo poi raggiunto la Chiesa di Santa Caterina che all’interno ospitava una piccola esposizione relativa a una serie di tombe ritrovate nei pressi della Chiesa. Abbiamo visto delle tombe, dei crani umani, delle suppellettili e anche delle ricostruzioni della vita delle persone qui sepolte, potendo farci un’idea della vita quotidiana nel XVII secolo.

Usciti dalla Chiesa, sulla destra si trova la via Stratumseind, piena di pub, pare che ce ne siano una cinquantina in soli 200 metri, ciascuno con i suoi colori e le sue caratteristiche, ma all’ora di pranzo quasi tutti chiusi. Suppongo che di sera questa zona sia molto più animata.

Tornando verso la piazza centrale ci siamo imbattuti nel centro di informazioni turistiche che funge anche da negozio di souvenir, proprio di fronte alla stazione ferroviaria. Siamo entrati per informarci sui Flying Pins, i “birilli volanti”, monumento moderno diventato ormai simbolo della città. Raggiungerli è stato molto semplice: è bastato infatti attraversare la stazione dal suo interno e, una volta usciti, li abbiamo trovati sulla destra.

L’ho trovato un monumento simpatico e divertente, con i 9 birilli gialli raffigurati subito dopo l’impatto della palla da bowling, posizionati sopra a un prato verde circondato su ogni lato da strade molto trafficate. Ci siamo presi tutto il tempo per fare foto divertenti nell’atto di spingere a nostra volta i birilli.

Insomma, non si tratta di una città d’arte del calibro di altre città olandesi, ma sicuramente Eindhoven è una città molto vivace e moderna e merita una sosta di qualche ora per scoprirla un po’ meglio, soprattutto se, come noi, si deve usufruire del suo aeroporto e ingannare il tempo nell’attesa del volo di ritorno.

Eindhoven è la perfetta base di partenza per andare alla scoperta di altre località olandesi, noi il primo giorno siamo andati subito ad Amsterdam! Qui racconto la nostra esperienza.

Author

Nata a Pisa nel 1990, nella stessa città mi sono laureata in Studi Internazionali e attualmente vivo, lavoro e ho sposato Dario. Amo i giochi da tavolo con gli amici, leggere, scrivere, cucinare piatti etnici, oltre che viaggiare, vicino e lontano: la mia più grande passione.

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