Di ritorno da una vacanza nella bellissima Val Pusteria con un neonato di 7 mesi, mi ritrovo a fare il punto della situazione condividendo le nostre escursioni nel dettaglio. Per noi è stata la prima volta in montagna con una bimba così piccola, quindi è stato sicuramente un bel banco di prova!

Ci siamo resi conto che i sentieri che ci eravamo prefissati di fare, seguendo quanto letto su Internet, erano spesso troppo complessi e impegnativi con la bimba nel passeggino. Scrivere di conseguenza una guida di viaggio si è reso fondamentale, con l’obiettivo di dare indicazioni ad altri neo-genitori come noi che amano la montagna, pur senza essere particolarmente esperti!

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I laghi

Lago di Dobbiaco

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Davvero una bella escursione, semplice e fattibilissima con un neonato, forse un po’ scomodo fare l’intero giro del lago con il passeggino leggero a causa del terreno e di leggeri dislivelli, ma si può ovviare sfruttando lo zaino o il marsupio in questi momenti. Il paesaggio del Lago è davvero suggestivo e rigenerante, l’acqua turchese, i boschi, le montagne altissime…una meta da non perdere!

Si parcheggia a pagamento in prossimità del Lago e si trova subito un lungo tratto asfaltato che conduce a hotel e ristorante, prima di lasciare il posto alla camminata nella natura.

Il percorso si può fare con calma in 1h e mezza, noi con innumerevoli soste, tra cui un lungo pisolino, ne abbiamo impiegate 3 🙂

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Se i bambini sono più grandi, possono trovare all’inizio del percorso lo chalet che noleggia i pedalò, tante panchine per riposare, una bella spiaggetta, tanti pannelli esplicativi che raccontano la storia, la flora e la fauna di questo ambiente.

Si può pranzare al rifugio Il Fienile che si trova vicino allo chalet che noleggia barche. I prezzi sono un po’ più alti vista la location e l’ottima cucina, ma il posto è davvero molto bello e caratteristico.

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Indovina chi ha mangiato la parte mancante di polenta…

Lago di Braies

Non c’è bisogno di presentazioni, stiamo parlando di una meta diventata ormai famosissima, una delle più instagrammabili dell’Alto Adige. Una località non semplicissima da raggiungere in alta stagione perché soggetta a delle restrizioni di accesso. Prima di andare, verificare sul sito ufficiale le modalità di accesso.

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Nel 2023 per esempio, dal 10 luglio al 10 settembre la Valle di Braies è raggiungibile dalle ore 9,30 alle ore 16,00 solo mediante mezzi pubblici, a piedi, in bici o su presentazione di una prenotazione online o di un permesso di transito valido.

Arrivando con la propria auto, previa la prenotazione del posto auto, al costo di 40 euro è possibile parcheggiare nei pressi del lago, usufruire dell’eventuale bus navetta e ottenere un voucher sconto di 20 euro in strutture convenzionate dell’area per mangiare o fare acquisti. Se la prenotazione è effettuata last minute, ovvero per il giorno stesso, non si ha diritto al voucher di 20 euro.

In alternativa è possibile usufruire del bus navetta al costo di 12 euro a persona, partendo dalle località di Monguelfo con la linea 439 o da Dobbiaco/Villabassa con la linea 442, riservando obbligatoriamente l’orario di partenza, mentre l’orario di ritorno è flessibile.

Noi abbiamo scelto questa seconda opzione perché, non avendo idea di cosa fare per pranzo, preferivamo non avere il vincolo del voucher sconto di 20 euro. Una scelta molto comoda, per la bimba il primo viaggio su un autobus 🙂 La navetta scende i passeggeri a pochi passi dal lago, alle spalle dello storico Hotel Pragser Wildsee e del chiosco dei panini dove abbiamo pranzato (la bimba si è addormentata, quindi per lei niente pranzo “solido”!).

Si può fare il giro del lago a piedi, con il passeggino però il percorso non è del tutto praticabile per la presenza di scalinate, quindi consiglio di indossare eventualmente lo zaino per il bambino. Noi, pur avendo in mente di raggiungere il bivio per la Malga Foresta, a un certo punto abbiamo desistito e siamo tornati sui nostri passi.

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Tenendo lo chalet del noleggio barche come riferimento, la parte sulla sinistra è piuttosto accidentata da percorrere con il passeggino, per la presenza di molte radici nel terreno, mentre la parte sulla destra è più agevole, con la bella chiesetta e l’Emmas Bistro. La soluzione definitiva? Portare il famoso telo impermeabile per stendersi a terra in una delle deliziose spiaggette e rilassarsi davanti a un panorama straordinario!

Lago di Anterselva

Quanto ci è piaciuto questo lago! Posizionato in un luogo idilliaco tra le montagne che riflette con le sue acque limpide e freddissime, a pochi chilometri dall’Austria, è meta di numerosi avventori che lo scelgono per motivi diversi: chi per fare il giro completo a piedi, chi per rilassarsi sulle sue rive, chi per fare un bel bagno.

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Non abbiamo fatto il giro del lago perché arrivati quasi all’ora di pranzo, ma è sicuramente fattibile con il passeggino nonostante qualche leggero dislivello, come ci hanno confermato alcuni turisti incontrati sul luogo.

Qui il telo impermeabile è d’obbligo: rilassarsi al fresco degli alberi a pochi passi dal lago è davvero rigenerante. Abbiamo parcheggiato nei posti auto riservati ai clienti della Baita Enzian Huette, prenotando ovviamente il pranzo presso il ristorante, pranzo davvero ottimo in un contesto tradizionale, ma è possibile anche pranzare al sacco dopo aver passeggiato intorno al lago.

Le cascate

Cascata Egger

La cascata Egger ci ha davvero sorpresi positivamente. Visto che la nostra bimba non tollerava il passeggino da trekking volevamo fare una passeggiata nella natura col marsupio che non forse eccessivamente lunga e queste cascate sono state la destinazione perfetta.

Spesso abbinata alla più famosa cascata Klammbach, si raggiungono entrambe dalla località di Anterselva di Mezzo, dove si lascia l’auto nei pressi del campo sportivo. Un cartello qui ricorda che, proseguendo lungo la strada, non si trovano altri parcheggi. In realtà non è proprio vero perché se ne trova un altro di una decina di posti leggermente più in alto che consente di risparmiare un po’ di strada. Probabilmente non è consentito alle auto di salire ulteriormente per ridurre il transito e per riservare i posti auto ai residenti di alcune abitazioni sulla montagna, e la cosa è comprensibile.

Fatto sta che dopo aver proseguito a piedi su strada asfaltata in salita, si trova una deviazione che invita ad addentrarsi nel bosco dove si trova un terreno abbastanza accidentato che prosegue in salita. Più avanti, si incontra la diramazione per la cascata Klammbach a sinistra, la Egger a destra. A malincuore non vediamo la prima cascata perché sarebbero stati altri 45 minuti di cammino in direzione opposta e raggiungiamo (in circa 20 minuti in totale) la cascata Egger.

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Facciamo una sosta alla base della cascata nei pressi di un ponticello di legno che la attraversa e poi facciamo altri 5-10 minuti in salita costeggiando la cascata per raggiungere la sua cima che vediamo da vicinissimo. Ne vale la pena e siamo molto soddisfatti, anche di questo ultimo sforzo.

Al ritorno, ripercorriamo la stessa strada dell’andata facendo attenzione perché è tutto in discesa. Quindi riepilogando: niente passeggino, scarpe comode con la suola antisdrucciolo e prudenza.

Cascata Riva

Sarebbe più corretto dire “cascate” al plurale perché sono 3, ma soltanto la prima di esse è raggiungibile anche col passeggino. Nello specifico, noi abbiamo utilizzato il passeggino leggero ed è andata bene, il sentiero è molto largo con un leggero dislivello concentrato solo nei pressi della cascata dove comunque si trovano pietre e radici, per questo abbiamo lasciato il passeggino pochi metri più in basso per salire più leggeri e comodi per scattare qualche foto.

Raggiunto il paese di Campo Tures in Valle Aurina (perfetto da abbinare alla visita del Castel Taufers) si seguono le indicazioni per le cascate che permettono di raggiungere con facilità il parcheggio a pagamento. Qui si trovano dei bagni pubblici, un ristorantino con annesso shop e anche alcuni pannelli esplicativi che raccontano le cascate e il cosiddetto sentiero di San Francesco. La passeggiata è molto tranquilla e la prima cascata si raggiunge dopo 15-20 minuti attraverso il bosco, tenendo sempre alla propria sinistra l’impetuoso Rio Riva. Lo spettacolo che ci aspetta è davvero suggestivo!

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Bonus per giornata di sole

Dobbiaco Wild Park

Appena fuori dalla graziosa e caratteristica località di Dobbiaco, si trova un piccolo parco dedicato agli animali dell’arco alpino, con alcune intrusioni come per esempio gli alpaca 🙂 Il parco è conosciuto anche come Wild Park Gustav Mahler perché proprio qui si trova la bella residenza nella quale il compositore-direttore d’orchestra austriaco ha soggiornato per qualche tempo. Mi è dispiaciuto scoprire che questo edificio fino a poco tempo fa ospitava un ristorante e che adesso è chiuso!

Per accedere al parco, interamente all’aria aperta, si paga un ticket di ingresso di 8 euro (alla cassa è possibile anche acquistare dei sacchettini di cibo per gli animali al costo di 2 euro ciascuno che comunque si trovano anche più avanti, in vari angoli del parco).

La superficie percorribile a piedi è di un paio di chilometri, che noi abbiamo fatto col marsupio. Sicuramente è fattibile anche col passeggino però quando siamo andati noi era appena piovuto e sarebbe stato un problema muoversi col passeggino leggero. Gli animali si trovano in recinti ampi (un po’ strettino quello delle volpi), ci sono tavoli e panchine e…i bimbi lo adorano.

Pioggia! Cosa fare in Val Pusteria con un neonato

E cosa fare con un neonato in queste zone della Val Pusteria quando piove? Con i bambini più grandi sicuramente ci sarebbe l’imbarazzo della scelta, vista la presenza di numerosi musei, con un neonato ci sono maggiori limitazioni. Se, a differenze nostra, ricordate di mettere in valigia il necessario per la piscina, un’ottima idea è quella di trascorrere del tempo in una piscina coperta, come per esempio il grande parco Acquafun di San Candido.

Basta andare poi in paesi e cittadine più grandi, da Dobbiaco a San Candido alla splendida Brunico per trovare negozi e pasticcerie dove ingannare il tempo al coperto gustando una bella fetta di torta mentre fuori piove!

Altrimenti si possono visitare alcuni castelli, ce ne sono davvero moltissimi, o girare per fare degustazioni per caseifici e per malghe, in attesa che il sole rischiari la giornata! Ricordati che in montagna il clima è estremamente variabile e il meteo può cambiare repentinamente più volte durante lo stesso giorno.

I castelli

Castel Welpsberg

Il Castel Welpsberg si trova nel paese di Monguelfo (un paesino davvero delizioso, dal quale partono anche i bus navetta per il Lago di Braies) e si raggiunge con una breve camminata dopo aver parcheggiato nei posti dedicati. La camminata è comodamente percorribile con il passeggino, anche leggero, dal momento che è quasi tutta (tranne una piccola parte finale) su strada asfaltata.

Si tratta di una quindicina di minuti tutti in leggera salita. La sagoma del castello è molto bella e sicuramente la visita, che dura circa 30 minuti, interessante. A malincuore, noi non abbiamo partecipato alla visita perché eravamo pericolosamente vicini all’orario del pasto e del successivo pisolino della bimba 🙂 All’interno del castello il passeggino sarebbe scomodo da utilizzare, quindi è sicuramente utile attrezzarsi con il marsupio.

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Castel Taufers

Questo castello si trova vicinissimo al paese di Campo Tures dal quale se ne coglie una splendida veduta panoramica, perfetto da abbinare alla visita delle Cascate Riva, e, arrivando prima dell’orario di apertura al mattino, è possibile anche parcheggiare a fianco dell’ingresso, riuscendo così a evitare una bella passeggiata in salita!

All’interno, il passeggino non è di nessuna utilità dal momento che è tutto un saliscendi, quindi bisogna attrezzarsi di marsupio. Le possibilità sono 2: la visita guidata degli interni e degli esterni al costo di 14 euro, oppure la visita in autonomia dei soli ambienti esterni al costo di 7 euro. Abbiamo optato per la seconda, non volendo partecipare a un tour di gruppo insieme a una neonata che avrebbe potuto disturbare gli altri ospiti con pianti e lamentele.

In questo modo è possibile vedere la cucina, la fucina, il mastio, la torre residenziale (c’è una bella scalinata ripida con tanti scalini), passeggiare sulle mura e vedere eventuali mostre temporanee, quando siamo stati noi ne abbiamo trovata una sul merletto al tombolo. Sicuramente il contesto è molto piacevole, ma avendone la possibilità consiglio la visita interna perché facendo solamente quella esterna, si riesce a vedere davvero poco. All’interno del complesso è presente anche un bar ristorante dove mangiare in uno scenario davvero unico.

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I caseifici

Mondolatte Latteria Tre Cime

Ecco un’altra bella idea, perfetta anche in caso di pioggia. All’interno di questo grande caseificio che si trova a Dobbiaco, lungo la statale della Val Pusteria, si trova innanzitutto uno shop molto fornito dove acquistare prelibatezza locali, dai salumi, alle marmellate, allo yogurt, ai formaggi.

I formaggi sono ovviamente il punto di forza, è possibile acquistare anche quelli di produzione propria già porzionati e incartati al banco frigo oppure da scegliere al banco. Accanto si trova una caffetteria dove è possibile fare degustazioni di formaggi, accompagnati da una bevanda a scelta (quasi d’obbligo scegliere il latte!) e da pane fresco.

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La degustazione si può abbinare alla visita del museo dell’arte casearia della regione delle Tre Cime, il cui biglietto di ingresso costa 5 euro. Con 8 euro in totale si ha anche inclusa la degustazione piccola, con 10 euro la degustazione grande. Il museo si trova al primo piano, dove ci sono alcune sale provviste di pannelli esplicativi dalle quali si può osservare dall’alto il laboratorio di produzione, mentre nella cantina al piano -1 si vedono i formaggi in fase di affinamento. Ovviamente la neonata ha trovato il tutto poco interessante, ma sicuramente può essere divertente per un bambino poco più grande 🙂

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Caseificio Capriz

Si tratta di un grande caseificio dedicato al formaggio caprino in località Vandoies, a fianco del Museo/negozio il Mondo del Loden (Lodenwelt) dalla curiosa forma: l’edificio riproduce infatti un pezzo di formaggio e una pentola.

Abbiamo pranzato presso l’area gastronomica nella quale la scelta prevede hamburger o formaggi di produzione propria, prendendo della fonduta buonissima ma un po’ troppo alcolica per i nostri gusti. Qui possiamo visitare anche lo shop e il museo al costo di 8 euro a testa (puoi trovare maggiori informazioni sul sito ufficiale).

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Bonus per giornata di pioggia

Distilleria Bergila

Nei pressi del laghetto di Issengo si trova un luogo davvero particolare, la distilleria Bergila che racchiude un piccolo contesto biologico a conduzione familiare dove oltre allo shop dove si trovano in vendita moltissimi prodotti di produzione propria (tisane, oleoliti, creme…) si possono vivere “esperienze” nella natura.

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La prima e più semplice è il giardino delle erbe adiacente al negozio dove si passeggia accanto a fiori e piante curate divertendosi a indovinare gli aromi contenuti all’interno di piccole ampolle. A poche centinaia di metri di distanza, all’interno del bosco, si può visitare la distilleria vera e propria dove viene mostrata gratuitamente negli orari dedicati (qui trovi maggiori informazioni) la preparazione dell’olio essenziale di pino mugo. Accanto si trova un altro piccolo negozio, una stanza museo, un fienile dove si possono immergere i piedi nelle erbe aromatiche!

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Un luogo particolare e insolito, trovato interessante anche dalla bimba che si è divertita ad annusare le ampolline con aromi mai sentiti prima 🙂

Hai mai viaggiato in montagna con un neonato? Preferisci camminare per sentieri o girare per degustazioni? Quali altri “valli” mi consigli di visitare? Fammelo sapere nei commenti!

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Elba, weekend lungo con un neonato

Author

Nata a Pisa nel 1990, nella stessa città mi sono laureata in Studi Internazionali e attualmente vivo, lavoro e ho sposato Dario. Amo i giochi da tavolo con gli amici, leggere, scrivere, cucinare piatti etnici, oltre che viaggiare, vicino e lontano: la mia più grande passione.

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