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In provincia di Pisa, nel comune di Palaia, si trova una piccola frazione, quella di Toiano che si erge in posizione elevata su una morbida altura circondata dai calanchi tipici dell’area di Volterra. Abbiamo fatto una bella escursione giornaliera durante una giornata d’autunno nella quale abbiamo abbinato questa visita a quella a un altro borgo abbandonato della provincia, quello di Villa Saletta, borgo che è stato recentemente acquistato, ristrutturato e riconvertito a tenuta con produzione di vino.

Merita sicuramente una menzione il buonissimo ristorante dove abbiamo pranzato! All’Antica Farmacia di Palaia si trovano piatti ottimi con ingredienti di qualità con un occhio attento al rispetto della tradizione, agli ingredienti del territorio e anche all’originalità della presentazione delle pietanze.

I calanchi

I calanchi dipendono dall’erosione del terreno causata dall’acqua che scava nel terreno argilloso creando dei solchi che finiscono per accentuarsi e diventare sempre più profondi. Lo scenario naturale creato intorno a Toiano è davvero affascinante.

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La visita a Toiano

Per accedere al paese, dal momento che la strada di accesso è davvero molto stretta e sterrata, è preferibile lasciare l’auto più in basso e affrontare la salita a piedi.

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Il borgo è davvero molto piccolo e sviluppato attorno a un’unica via principale, la Via del Castello, lunga circa 50 metri dove si affacciano le abitazioni in diverso stato di abbandono, alcune delle quali più curate delle altre con le porte tinteggiate e i vasi di fiori. Poi troviamo la chiesa sconsacrata dedicata a San Giovanni Battista e il piccolo cimitero appena fuori dal borgo.

Toiano è stato segnalato al FAI (Fondo per l’Ambiente Italiano) nel censimento dei luoghi del cuore da salvare.

Anche il fotografo Oliviero Toscani aveva provato a salvare il borgo, indicendo un concorso fotografico, che però non ha portato all’inversione della tendenza per il paese.

La storia di Toiano

Si tratta di un borgo che risale al Medioevo, strutturato come un castello con accesso da un ponte che in origine era un ponte levatoio. Passato dal dominio lucchese, a quello pisano, a quello fiorentino, dal 1364 è tornato sotto il controllo dei pisani e poi per un periodo ancora sotto quello fiorentino.

Toiano è passato alla ribalta per un triste fatto di cronaca, l’omicidio della bella Elvira avvenuto il 5 giugno del 1947. La giovane Elvira Orlandini, una ragazza di origini contadine che lavorava come domestica per una ricca famiglia svizzera, fu trovata sgozzata tra Palaia e Villa Lena. Il corpo fu ritrovato in un vecchio canale di scolo dismesso che attraversava il bosco e ritrovato dal padre che era andato a cercarla. Non ci furono testimoni e l’arma del delitto non venne mai trovata. Il fidanzato, rimasto sempre l’unico indiziato, alla fine non fu condannato per insufficienza di prove. Ancora oggi si trova una lapide commemorativa con la foto di Elvira nel Botro della Lupa.

Un paese abbandonato, ma non del tutto

Nel suo periodo di massimo splendore e densità abitativa, Toiano è stata popolata da ben 500 abitanti.

Poi, nel corso della seconda metà XX secolo, il borgo cominciò a spopolarsi a causa della crescente richiesta di operai in fabbrica, per svolgere attività lavorative più redditizie di quelle agricole alle quali gli abitanti di Toiano si erano sempre dedicati.

Nonostante il paese sia rimasto perlopiù disabitato, alcune abitazioni sono state ristrutturate e sono spesso occupate come case vacanze.

Author

Nata a Pisa nel 1990, nella stessa città mi sono laureata in Studi Internazionali e attualmente vivo, lavoro e ho sposato Dario. Amo i giochi da tavolo con gli amici, leggere, scrivere, cucinare piatti etnici, oltre che viaggiare, vicino e lontano: la mia più grande passione.

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