Abbiamo visitato Ronda durante un bellissimo e interessante itinerario on the road che ci ha portato attraverso diverse località dell’Andalusia…quella a Ronda è stata proprio la nostra prima tappa.

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Ronda…che panorama!

Quello che immediatamente colpisce di questa splendida cittadina andalusa è la sua posizione, in quanto si trova collocata su una spaccatura impervia e profonda, la gola del tajo , una sorta di canyon largo circa 80 metri scavato dal torrente Guadalevìn. Il Puente Nuevo, costruito tra il 1751 e il 1793, mette in comunicazione le due parti della città, la parte vecchia, La Ciudad, di origine araba e la parte nuova, con il quartiere Mercadillo. Quasi 200 metri più sotto il torrente Guadalevín scorre per la regione della Serranìa che si dice abbia ispirato la figura di Carmen scritta dal francese Prosper Merimée dalla quale ha preso a sua volta spunto Georges Bizet per la sua opera.

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La storia di Ronda

Gli altri ponti che troviamo a Ronda sono il Puente de San Miguel di origine romana e il Puente Viejo di origine araba, espressione di come la città sia mutata nel corso della storia in seguito alle differenti occupazioni da parte dei celti, dei fenici, dei romani, fino ad arrivare all’invasione musulmana avvenuta nell’ VIII secolo d.C., quando fu lasciato entrare in città il capo berbero Zaide Ben Kesadi El Sebseki che cambiò nome in Izn-Rand Onda, “la città del castello”.

La città si convertì poi in un regno Taifa indipendente, poi entrò a far parte del regno sivigliano di Abbad II al-Mu’tadid, finché nel 1485 il re Ferdinando il Cattolico riuscì a riconquistarla dal Sultanato di Granada e cominciò a riconvertire molti dei monumenti eretti dai musulmani durante la loro occupazione. Proprio in questo periodo, il vecchio nucleo arabo prese il nome che lo caratterizza ancora oggi: La Ciudad.

La storia di Ronda è affascinante, è stata il covo dei bandoleros, i banditi e ribelli andalusi che qui venivano a nascondersi, è stata sempre amata da scrittori, pittori, artisti, il regista statunitense Orson Welles ha qui fatto conservare le sue ceneri, all’interno di un pozzo che faceva parte della tenuta di ospite della tenuta del torero Antonio Ordóñez. Ernest Hemingway, giovane corrispondente dalla Spagna per il Toronto Star, scrisse:

È a Ronda che dovreste andare, se andate in Spagna in luna di miele, o per una scappatella.

Passeggiando per Ronda

Tra i monumenti cittadini troviamo la Chiesa Maggiore, la Chiesa dello Spirito Santo, il Municipio, la Casa del Rey Moro provvista di affascinanti giardini terrazzati affacciati sullo strapiombo al fondo del quale si può scendere, la Casa del Gigante, un’elegante edificio di architettura moresca, il Minarete o Alminar de San Sebastian che faceva parte di una delle moschee di Ronda, gli antichi bagni arabi, che seguono il modello romano delle aree termali.

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Nella parte della città che si trova dalla parte opposta del tajo si trova il Parador de Turismo costruito al posto del vecchio municipio, il mercado de Abastos, il Parco della Alemada, un’area verde dalla quale si gode di una splendida vista dal Mirador de Ronda. Qui si trova anche la Plaza de toros costruita in pietra più antica della Spagna, la cui area di combattimento è una tra le più grandi al mondo.

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L’arena in stile neoclassico fu inaugurata nel 1784 su costruzione dello stesso architetto che realizzò il Ponte Nuovo, rendendo Cordoba la patria della corrida moderna. Le cinque file di gradinate sono distribuite su due livelli e possono accogliere fino a cinquemila spettatori.

All’interno della struttura si può visitare il Museo Taurino dedicato alle famiglie dei toreri di Ronda dove si trovano anche le foto di personaggi famosi come Hemingway che amava le corride spagnole.

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Hemingway ha citato anche la Plaza de Espana di Ronda nel suo celebre testo “Per chi suona la campana”, dove racconta di un episodio realmente accaduto, quando dei fascisti radunati davanti al municipio furono picchiati e costretti a passare tra due file di persone prima di essere gettati nella gola del Tajo.

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Author

Nata a Pisa nel 1990, nella stessa città mi sono laureata in Studi Internazionali e attualmente vivo, lavoro e ho sposato Dario. Amo i giochi da tavolo con gli amici, leggere, scrivere, cucinare piatti etnici, oltre che viaggiare, vicino e lontano: la mia più grande passione.

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