Nel mese di dicembre, sfruttando il Ponte dell’Immacolata, abbiamo raggiunto la bella e soleggiata Valle d’Aosta…anzi no, ci siamo imbattuti in neve, vento, freddo…ma andiamo con ordine.

Il primo giorno ci siamo subito fermati a visitare il forte di Bard, di cui ho scritto in questo post e il secondo giorno lo abbiamo interamente dedicato a una funivia modernissima e tecnologica: le cabine rotanti a 360 gradi di Skyway Monte Bianco che ha aperto i battenti soltanto nel 2015.

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La partenza di Skyway, a Courmayeur

La storia di Skyway

Dobbiamo tornare indietro di decenni per arrivare agli anni Quaranta del Novecento, quando l’idea di costruire un collegamento internazionale tramite funivia tra Italia e un altro Paese era già stata accarezzata dal Conte Lora Totino. Egli voleva infatti collegare il versante italiano del Cervino al centro turistico di Zermatt, ma in quegli anni il permesso gli fu negato dalle autorità svizzere.

Quando fu aperta la linea tra Chamonix e Aiguille du Midi, decise allora di tentare il collegamento tra le stazioni di Courmayeur e Chamonix, attraverso il massiccio del Monte Bianco.

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La funivia che sale nella nebbia

La costruzione dell’impianto fu iniziata durante il periodo bellico, con la costruzione della prima sezione. Tuttavia, a causa delle funi danneggiate da un mitragliamento francese, il tratto venne aperto al pubblico solamente nel 1948, portando in dieci minuti da La Palud al Rifugio Torino, superando un dislivello di oltre 2000 metri.

Nel 1957 il Conte Giovanni Battista Gilberti acquistò le azioni della Società Monte Bianco dal Conte Lora Totino diventando Presidente della Società proprietaria delle Funivie. Egli ha contribuito a trasformare il paese di Courmayeur in una moderna stazione turistica invernale.

Skyway a 360° sul Monte Bianco - immagine 162

Dobbiamo però arrivare al 10 aprile 2012 per veder cominciare i lavori di costruzione dell’attuale funivia, terminati il 29 maggio 2015. Il 30 maggio 2015 SkyWay Monte Bianco è stata aperta al pubblico.

Al sito ufficiale tutte le informazioni.

La struttura di Skyway

Si tratta di una sfida ingegneristica davvero estrema, per la sua posizione, per il clima e per l’altitudine: ci troviamo infatti a 3500 m fra i ghiacci perenni.

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La costruzione del collegamento tra le stazioni di arrivo delle funivie sul lato italiano e su quello francese, è stata possibile grazie a soluzioni tecniche originali come il “pilone aereo”. Infatti l’instabilità dei ghiacciai non permetteva di appoggiare un pilone normale sul ghiacciaio sottostante.

L’impianto è lungo ben quindici chilometri e comprende tre sezioni.
Nella sua prima tratta, Skyway riesce a trasportare da Courmayeur a Chamonix ogni ora ben 800 persone alla velocità di 9 metri al secondo, per un dislivello di 865,98 metri.

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Nella seconda sezione invece Skyway porta 600 persone all’ora da Chamonix a l’Aiguille du Midi, mantenendo la stessa velocità di 9 metri al secondo. Questa sezione però è quella che presenta il maggior dislivello, ben 2812 metri su un percorso di 5416 metri.

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La terza e ultima sezione congiunge il Rifugio Torino a l’Aiguille du Midi, passando per la Punta Helbronner e il Gros Rognon. Dalla Punta Helbronner inizia la vera e propria Funivia dei ghiacciai, per un tratto di 5093 m e un dislivello di 311.

Punta Hellbronner

Quando siamo scesi a Punta Hellbronner abbiamo trovato ad attenderci condizioni climatiche quasi proibitive…come si legge dalla foto, la temperatura percepita in quel momento era di 33 gradi sotto lo zero! Nonostante il freddo allucinante, non eravamo neppure vestiti in modo adatto, avevamo certamente un abbigliamento invernale, ma “da città”, siamo usciti per qualche minuto all’esterno!

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Al freddo e al gelo di Punta Hellbronner

Freddo, freddo e ancora freddo, intorno a noi non si vedeva niente tutto avvolto dalla nebbia. Abbiamo provato a scattare una foto con allo sfondo un piccolo alberello di Natale allestito fuori dalla stazione di arrivo e ho subito perso la sensibilità alle dita della mano. Siamo subito rientrati all’interno al caldo…che esperienza!

Il Rifugio Torino

Per pranzo siamo nuovamente usciti all’aperto per raggiungere il Rifugio Torino dove, tra l’altro, abbiamo mangiato davvero molto bene. Si tratta di un edificio storico, costruito negli anni Cinquanta, dove hanno soggiornato gli operai impegnati nella realizzazione della funivia e ristrutturato nel 2015, quando è stata inaugurata la Skyway.

Si scende con un ascensore e si segue un primo tratto coperto, fino a trovare un portone (ghiacciato) che separa dall’esterno, dove si percorre l’ultimo tratto prima di raggiungere il rifugio…nel nostro caso in mezzo a una tormenta di neve!

Dopo pranzo, abbiamo ripreso la funivia per scendere alla stazione intermedia (e a climi più miti) dove abbiamo visto una mostra di geologia e un breve documentario con le esperienze di famosi alpinisti. Siamo usciti nuovamente all’esterno, ma il freddo era più sopportabile rispetto a Punta Hellbronner e ci siamo divertiti a passeggiare e a fare fotografie in mezzo alla neve, prima di ridiscendere alla stazione di partenza per fare una bella camminata a Courmayeur.

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L’esperienza dello Skyway è stata davvero molto bella e divertente, trasportandoci dalla città di Courmayeur in un mondo magico e imbiancato di neve, completamente nuovo. Sarebbe bello poter tornare di nuovo in un’altra stagione per poter ammirare finalmente il meraviglioso panorama sulle Alpi e il Monte Bianco…panorama che non siamo riusciti per niente a vedere!

Conoscevi la Skyway del Monte Bianco? Sei mai stato su una funivia? Dove ti ha portato? Fammelo sapere nei commenti!

Author

Nata a Pisa nel 1990, nella stessa città mi sono laureata in Studi Internazionali e attualmente vivo, lavoro e ho sposato Dario. Amo i giochi da tavolo con gli amici, leggere, scrivere, cucinare piatti etnici, oltre che viaggiare, vicino e lontano: la mia più grande passione.

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