Durante uno splendido tour in fuoristrada delle oasi del deserto egiziano, abbiamo fatto una lunga e bella escursione per la visita del cosiddetto deserto bianco. Si trova a circa 200 km dal Cairo, facilmente raggiungibile sia dall’Oasi di Bahariyya che da quella di Farafra. Per la nostra visita all’imperdibile Oasi di Siwa, leggi invece questo articolo.

Tra storia e leggenda

Sahara El Beyda, il Deserto Bianco - immagine 171
Parte delle formazioni rocciose del Deserto Bianco

Il deserto bianco è chiamato Sahara El Beyda, è un luogo davvero affascinante e suggestivo che si estende per oltre duemila chilometri quadrati dove è un’esperienza indimenticabile passeggiare, girare in fuoristrada e, perché no, anche dormire la notte sotto un immenso cielo stellato, cosa che purtroppo non abbiamo potuto fare quando siamo andati. L’escursione termica tra il giorno e la notte è molto alta, anche durante l’estate, quindi bisogna affrontare questa esperienza ben preparati!

Analizzando le formazioni rocciose, gli scienziati hanno scoperto fossili di conchiglie e microrganismi marini che hanno fatto pensare che, oltre 40 milioni di anni fa, il deserto bianco fosse sommerso dal mare.

In periodi più “recenti” (parliamo adesso di cinquemila anni fa) in questa zona si trovavano sorgenti di acqua, fiumi e laghi, un paesaggio indubbiamente molto diverso in cui il deserto regna sovrano. Nella regione si trovavano numerosi animali, leoni e gazzelle, poi scomparsi. Di queste riserve idriche sono rimaste solo i bacini dell’oasi di Farafra a sud, di Bahariya a nord e di Siwa a nord ovest.

Gli esploratori hanno attraversato il deserto bianco per secoli alla ricerca dell’oasi perduta di Zarzura, una città bianca rigogliosa e ricca di tesori che aveva preso il nome da dei piccoli uccellini. Anche Alessandro il Grande è passato da questa zona dopo aver conquistato l’Egitto per consultare l’oracolo di Amon, che gli predisse che avrebbe conquistato il mondo. Cleopatra attraversò a sua volta questo deserto per raggiungere l’oasi di Siwa, l’ultimo avamposto nel territorio controllato dai faraoni.

I luoghi del Deserto Bianco

Sahara El Beyda, il Deserto Bianco - immagine 172
Un fungo? Una coppa? Quale forma immaginate di vedere sulla destra?

Il deserto bianco è una porzione di Sahara che si trova verso il confine libico, tra le oasi di Bahariya e Farafra. La porta di ingresso è l’Agabat Valley, una valle di dune, piccole colline bianche e monoliti gessosi erosi dal vento caldo del Sahara, che si estende per oltre 300 chilometri quadrati.

Le formazioni di roccia calcarea e gesso disseminate per tutta l’area vengono chiamate Jargangher, mentre le caverne causate dall’erosione del vento e della sabbia vengono chiamate Stargate. La sabbia e il vento sono infatti i veri protagonisti del deserto bianco, contribuendo a modellare delle sculture di roccia che richiamano con le loro forme, per i più fantasiosi, funghi, animali, addirittura c’è chi crede di vedere la Coppa del Mondo di calcio in questo paesaggio così lunare e surreale. Il bianco candido e luminoso che caratterizza il Sahara El Beyda, risplendendo sotto il sole, dipende dalle formazioni rocciose di gesso, che si sono create in seguito a tempeste di sabbia.

Sahara El Beyda, il Deserto Bianco - immagine 173

Recenti ritrovamenti archeologici

Il deserto bianco è rimasto poco conosciuto per decenni, ma è tornato alla ribalta quando un operaio, durante la costruzione di un quartiere nella periferia di Bahariya, è sprofondato nel terreno instabile del cantiere, scoprendo casualmente la cosiddetta Valle delle Mummie. Con un totale di 10.000 sepolture risalenti al periodo tra il IV e il I secolo a.C., si tratta di una delle più grandi necropoli egizie!

Parco Nazionale

Nel 2002 il Deserto Bianco è stato dichiarato Parco Nazionale e Area Naturale Protetta, un’area da rispettare e preservare. Si tratta di una zona molto fragile, dal momento che le placche di gesso che puntellano il deserto possono essere gravemente danneggiate dal passaggio dei fuoristrada. Inoltre, i visitatori a piedi devono muoversi con cautela perché potrebbero verificarsi dei crolli tra le formazioni rocciose rese sempre precarie dai fenomeni erosivi.

Author

Nata a Pisa nel 1990, nella stessa città mi sono laureata in Studi Internazionali e attualmente vivo, lavoro e ho sposato Dario. Amo i giochi da tavolo con gli amici, leggere, scrivere, cucinare piatti etnici, oltre che viaggiare, vicino e lontano: la mia più grande passione.

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