Mi è venuta la curiosità di visitare l’Oman dopo averne sentito tanto parlare e tanto letto online, su diversi siti e blog di viaggio. Tutti concordavano nel raccontare una destinazione non troppo lontana, pulita, sicura, estremamente interessante, semplice da girare in autonomia e decisamente baby friendly.

Viaggiando con una bambina di 13 mesi, questo aspetto sicuramente ci ha colpito più degli altri e, leggendo di quanto gli omaniti siano un popolo gentile e ospitale, ci siamo decisi a partire!

E, dopo essere stati personalmente in Oman, non posso fare altro che confermare quanto di bello e positivo letto prima della partenza e per quanto mi riguarda aggiungere che…il tempo a disposizione è stato troppo poco, ci sarebbe piaciuto prolungare ancora la vacanza!

Andiamo quindi a vedere nel dettaglio l’organizzazione del nostro viaggio e l’itinerario che abbiamo seguito giorno per giorno!

Il volo aereo per l’Oman

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Abbiamo scelto di partire dall’aeroporto di Roma Fiumicino con la compagnia Qatar Airways. Il nostro volo ha fatto un piccolo scalo di circa 2h all’aeroporto di Doha che abbiamo trascorso nell’area di transito per poi ripartire per l’Oman. Dall’Italia è possibile anche trovare voli diretti con Oman Air da Milano Malpensa, che abbiamo escluso a causa dei costi elevati.

La scelta di fare scalo però si è rivelata comoda perché la bimba ha potuto camminare e correre liberamente in aeroporto, scaricando un po’ di energie e perché l’aeroporto di Doha non permette certo di annoiarsi, tra negozi, ristoranti e ampi spazi.

Una menzione va dedicata alla Qatar Airlines con la quale avevamo già volato per il Giappone, sedili ampi e comodi, personale gentilissimo e un occhio di riguardo per i bimbi. Avendo meno di 2 anni, la mia bimba non ha avuto il posto a sedere, ma ha dovuto volare in braccio e da parte della compagnia ha ricevuto: un pupazzetto omaggio a tratta, un astuccio contenente il necessario per l’igiene (pannolini, crema, talco, salviette e busta richiudibile) e frutta frullata in formato pouch.

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Mi raccomando di organizzarvi per i pasti, per la bimba non era previsto niente oltre la frutta e il pasto per gli adulti fornito dalla compagnia era abbastanza scarno oltre che piccante, quindi impensabile farlo assaggiare.

Noleggiare l’auto in Oman

Se si ha intenzione di seguire un itinerario standard, circolando tra le città omanite, è sufficiente un’auto di qualsiasi tipologia dal momento che le strade sono comode, ampie, ben mantenute. Il fuoristrada 4×4 è invece necessario se si ha intenzione di raggiungere per esempio l’area montuosa del Jebel Shams.

Convinti di aver noleggiato una vettura standard, ci siamo ritrovati invece con un’enorme fuoristrada 4×4 credendo che sarebbe stato forse eccessivo. In realtà ci siamo trovati benissimo e ci è sicuramente tornato utile avere un’auto di questo tipo per raggiungere in sicurezza il campo tendato dove abbiamo trascorso una notta nelle Wahiba Sands. Credevamo infatti che avremmo fatto questo tragitto a bordo della navetta del campo e invece alla fine lo abbiamo percorso in autonomia e il nostro fuoristrada si è rivelato perfetto!

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Il cibo in Oman

Durante il nostro viaggio abbiamo mangiato piatti…prevalentemente indiani. Sì perché in Oman è molto forte la presenza di indiani, che arrivano nel Paese principalmente per lavorare, si parla addirittura di un 20% della popolazione totale! Quindi via libera a curry e spezie piccantissime a insaporire tutti i cibi.

Ovviamente si trovano anche tutti i piatti legati alla tradizione mediorientale come i falafel, l’hummus, il kebab (che qui si chiama shawarma). Della cucina omanita vera e propria abbiamo assaggiato soprattutto dolci, ottimi e profumati, come l’halwa, un dolce al cucchiaio, un budino gelatinoso dal profumo di acqua di rose, zafferano, cardamomo e miele e i luqaimat, delle deliziose palline di pasta fritta aromatizzate alle spezie.

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L’itinerario

Giorno 1: comincia il viaggio

In realtà il viaggio per noi è già cominciato il giorno 0, quando abbiamo raggiunto i dintorni di Fiumicino per pernottare presso il delizioso Fiumicino Inn Airport, guest house a una manciata di chilometri dall’aeroporto.

Il giorno 1 comincia invece lasciando la macchina, come sempre, presso il parcheggio coperto Leonardo fornito di bus navetta incluso nel costo della lunga sosta.

Il nostro volo parte la mattina puntuale, abbiamo già fatto il check in online quindi non dobbiamo fare altro che lasciare i bagagli da caricare in stiva e passare i controlli di sicurezza. Il passeggino possiamo tenerlo con noi a bordo, essendo un modello leggero che si ripiega con le dimensioni di un bagaglio a mano.

Se partite da Fiumicino, ricordatevi che è possibile imbarcare una bottiglietta d’acqua nel bagaglio a mano.

Il volo scorre senza intoppi, la bimba si addormenta subito, poi gioca finché non crolla di nuovo in aeroporto a Doha durante le ore di transito che le trascorre quasi interamente addormentata nel passeggino.

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In transito all’aeroporto di Doha

Il volo seguente trascorre in fretta e una volta atterrati a Muscat troviamo la navetta dell’hotel ad aspettarci, hotel che raggiungiamo presto per correre a fare una bella dormita in una camera pulita e spaziosa.

Hotel City Seasons Muscat

Giorno 2: Muscat – Nizwa (155 km)

Tutti i luoghi di interesse che vedremo oggi sono collocati in zone molto diverse della città, per cui dovremo ogni volta risalire in auto e macinare un po’ di chilometri! La nostra prima tappa è la Grande Moschea del Sultano Qaboos che è visitabile gratuitamente per i non musulmani dalle 8,30 alle 11 di mattina. Anche i bambini possono entrare, fatta eccezione per le sale da preghiera.

Leggi anche La Moschea Sheikh Zayed di Abu Dhabi e Scopri le 5 regole su come comportarsi in moschea

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Ripartiamo per raggiungere Mutrah dove visitiamo il Souq, per una full immersion tra colori e profumi omaniti e poi ci fermiamo a pranzo presso Grills Shawarma Juice & Grill dove mangiamo falafel e patatine a prezzi irrisori. Una passeggiata sulla Corniche, il lungomare fino alla moschea Masjid Al Rasool Al A’dham e gli edifici tradizionali, la bimba si addormenta subito e continuiamo la camminata ammirando il bellissimo scorcio della vecchia Muscat.

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Risaliamo in macchina per dirigerci verso gli edifici governativi e l’Al Alam Palace, la residenza in cui il Sultano tiene gli eventi ufficiali. Ripartiamo di nuovo per raggiungere la Royal Opera House, il magnifico teatro dove si svolgono concerti, opere e spettacoli di svariato genere. Assistiamo alle prove di pattinaggio sul ghiaccio (!).

Con gli occhi pieni di meraviglia, ripartiamo con l’auto, questa volta per cambiare città, e ci dirigiamo a Nizwa che raggiungiamo in tempo per cenare, ovviamente con piatti indiani, in hotel.

Hotel Falaj Daris Nizwa

Giorno 3: Nizwa – Birkat Al Mouz – Wahiba Sands (230 km)

Nizwa

La nostra giornata comincia con la visita del Forte di Nizwa dove, per ovvia logistica, non è possibile muoversi con il passeggino da lasciare all’ingresso, per cui consiglio di attrezzarsi con fascia o marsupio visto che c’è da camminare molto.

Il Forte merita davvero e merita anche molto tempo, all’interno contiene sale di ricevimento riarredate con tappeti, prigione, cucina, musei, bastioni, un giardino con gli animali locali (capre, orici, un dromedario…la bimba ha apprezzato moltissimo!). Il panorama che si gode dall’alto delle torri sui tetti color sabbia di Nizwa e la moschea Al Qala’a è davvero unico.

Usciti fuori, ci spostiamo all’Athar Cafè, un locale delizioso con vista sul Forte dove assaggiamo un caffè omanita, mio marito, e un succo di melograno, io. Poi una passeggiata per i due souq, quello est e quello ovest, che si trovano uno di fronte all’altro.

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Birkat Al Mouz

Rimpiangiamo di poter dedicare a Nizwa così poco tempo perché ci ha davvero conquistato, risaliamo in auto per recarci a Birkat Al Mouz, dove passeggiamo per gli edifici abbandonati caratterizzati dalla presenza dell’antico sistema di irrigazione falaj, patrimonio Unesco.

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Tramonto nel deserto

Dal momento che abbiamo appuntamento alle h 15 presso la stazione di servizio di Bidiyah con i beduini che ci accompagneranno nel campo tendato nelle Wahiba Sands, ci fermiamo a pranzo a un grande ristorante che troviamo lungo la strada dove facciamo un pasto luculliano a prezzi bassissimi.

Arrivati al luogo dell’appuntamento, facciamo sgonfiare gli pneumatici, facciamo il pieno e partiamo per 40 km nel deserto che ci portano dopo 1h 30, tra saliscendi e dune magnifiche, al campo tendato. Corriamo fino alla sommità di una duna per vedere il sole tramontare e poi andiamo a vedere orici e dromedari presenti nei recinti.

La bimba si addormenta, noi nel frattempo facciamo una ricca cena self service, trascorriamo del tempo intorno al falò, osserviamo le stelle, prima di andare a dormire nella nostra tenda beduina. Che esperienza indimenticabile!

Thousand Nights Camp

Giorno 4: Wahiba Sands – Wadi Bani Khalid – Sur (210 km)

Alba nel deserto

Ci svegliamo all’alba con i versi degli uccelli e dei dromedari allo stato brado che corrono fuori dall’area del campo, vediamo il sole alzarsi oltre le dune e, dopo la colazione, siamo pronti a ripartire per fare il percorso inverso verso il paesino di Bidiyah alle porte delle Wahiba Sands. Il tempo di rigonfiare gli penumatici e puntiamo verso il Wadi Bani Khalid.

Wadi Bani Khalid

Troviamo moltissimi turisti e il parcheggio affollato, ci incamminiamo con il passeggino e uno zaino con il cambio per fare il bagno che alla fine però non facciamo visto che è ora di mangiare e la bimba è stanchissima. Il percorso è piacevole e assolato in mezzo alla vegetazione, nella parte finale dobbiamo però chiudere il passeggino e portare la bimba in braccio, l’ideale è partire da subito con lo zaino o il marsupio!

Mi raccomando, se volete fare il bagno nel Wadi, come in tutte le spiagge pubbliche, indossate maglietta e pantaloncini sopra il costume, nel rispetto della cultura locale!

Sur

Pranziamo al ristorante self service adiacente, i prezzi sono contenuti ma indubbiamente più alti della media, però il panorama non ha prezzo! Fatto il percorso inverso con la bimba che dorme nel passeggino, ripartiamo alla volta di Sur.

Ci fermiamo subito alla Dhow Factory dove passeggiamo sulla spiaggia osservando gli operai al lavoro sui dhow, poi saliamo sopra i 2 dhow in esposizione/costruzione, poi visitiamo il piccolo museo. Tutto gratuito e molto ben tenuto.

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Riprendiamo la macchina per i pochi chilometri che ci separano dalla Corniche, il lungomare dove passeggiamo al tramonto ammirando il bel faro di Sur e la spiaggia piena di ragazzi che giocano a pallone.

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Cena buona e abbondante presso il nostro Hotel Sur Plaza

Giorno 5: Sur – Fins Beach – Bimmah Sinkhole – Muscat (220 km)

Fins Beach

Trovare la spiaggia di Fins ci fa dannare parecchio, raggiungiamo prima di tutto il paese convinti che sia adiacente. E invece no. Scopriamo che non si tratta di una spiaggia, ma di tante calette di sabbia bianca nascoste tra le rocce che si trovano lungo la costa che conduce a Fins. Usciamo dall’autostrada, sobbalziamo sullo sterrato tra capre e asini e ci fermiamo dove ci piace di più. Troviamo tanti campeggiatori, è venerdì, quindi è giorno festivo.

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Bimmah Sinkhole

Il Bimmah Sinkhole è invece ben segnalato e oltretutto preceduto da un piacevole parco pieno di panchine, alberi e fiori dove poter trascorrere del tempo, ma la bimba dorme quindi andiamo velocemente a vedere questa sorta di fenomeno carsico. Nonostante i cartelli di divieto, in molti si tuffano dalla cima, facendomi star male solo a vederli!

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I centri commerciali di Muscat

Adesso voglio dedicare un paragrafo a parte ai centri commerciali. Perché? Nei Paesi del Golfo sono delle vere e proprie istituzioni! Consiglio di ritagliare almeno un paio d’ore nel vostro viaggio per passeggiare all’interno di questi edifici giganteschi pieni di cibo proveniente da tutto il mondo e negozi dei brand più famosi, il modo perfetto per sfuggire alle ore più calde! Appena rientrati a Muscat, abbiamo pranzato a Ikea presso l’Oman Avenues Mall, la scelta era infinita ma la bimba non ci ha lasciato il tempo.

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Abbiamo concluso il pomeriggio in hotel, di nuovo presso il City Seasons di Muscat dove abbiamo dormito la prima notte in Oman, aspettando il tramonto in piscina, parzialmente riscaldata (cosa che abbiamo scoperto troppo tardi).

Cena superlativa a pochi passi dall’hotel al Felfela Muscat dove abbiamo mangiato una grigliata di carne mista accompagnata da hummus e labneh oltre a un kebab di pollo eccezionale.

Giorno 6: torniamo a casa

L’ultimo giorno è interamente dedicato al viaggio di rientro, da Muscat a Doha e da Doha a Roma Fiumicino dove riprendiamo la macchina che ci riporta a casa in tarda serata. Che dispiacere, ci sarebbe piaciuto continuare a esplorare questo Paese tanto affascinante!

L’idea in più

Non solo un’idea, ma tante idee per proseguire il viaggio in Oman! Con più giorni a disposizione, si può scegliere come continuare il viaggio a seconda dei propri interessi ed esigenze.

Da Sur, perché non proseguire verso sud per vedere le tartarughe marine a Ras Al Hadd e Ras Al Jinz oppure esplorare i famosi wadi Wadi Shab e Wadi Tiwi?

Da Nizwa, perché non visitare anche i forti di Bahla e Jabrin oppure inerpicarsi sul Jabal Shams, la montagna più alta dell’Oman?

Da Muscat, perché non fare un po’ di mare alle isole Daymanyat?

Viaggiare con i bimbi

Cosa fare

Indispensabile il passeggino leggero che abbiamo anche imbarcato a bordo e sfruttato nelle ore di transito, il cappello e la crema solare ad altissima protezione. Utile il marsupio o lo zaino nella visita dei forti o dei wadi.

Cosa non fare

Portare troppo…di tutto! Troppi vestiti, troppi pannolini, troppo cibo, troppe salviette…abbiamo utilizzato circa la metà di quanto avevamo portato in valigia. La bimba si è comportata sempre benissimo, adattandosi a tutte le esperienze mentre noi ci siamo adattati ai suoi tempi…e adesso programmiamo altri viaggi insieme!

Ti piacerebbe visitare l’Oman? Ti ha incuriosito il nostro itinerario? Fammelo sapere nei commenti!

Author

Nata a Pisa nel 1990, nella stessa città mi sono laureata in Studi Internazionali e attualmente vivo, lavoro e ho sposato Dario. Amo i giochi da tavolo con gli amici, leggere, scrivere, cucinare piatti etnici, oltre che viaggiare, vicino e lontano: la mia più grande passione.

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