In un giorno a Reykjavik, si riesce a visitare a piedi il grazioso centro cittadino e anche a dedicare del tempo a uno o più musei della città. Il clima in città è estremamente variabile, come nel resto del Paese, ed è necessario prevedere qualche sosta “al coperto” per ingannare il tempo nel caso di eventuali piogge.

Se si viaggia in inverno, c’è anche da tenere a mente che il sole sorge tardi la mattina e già a metà pomeriggio comincia a tramontare…quindi le ore di luce non sono molte! Questo però, a parer mio, va ad aggiungere fascino a una città così piccola e a misura d’uomo, nel mese di dicembre illuminata dagli addobbi natalizi.

Passeggiando per Reykjavik



Dal nostro hotel, 22 Hill Hotel, ci spostiamo verso la chiesa evangelista Filadelfia Hvitasunnukirkjan che dista circa 300 metri e poi proseguiamo verso la chiesa luterana Hallgrimskirkja, la cui sagoma iconica è diventata uno dei simboli della città.

Davanti alla Chiesa si vede la bella statua di Leif Erikson, l’esploratore islandese che, sbarcando sull’isola di Terranova, è stato il primo europeo ad approdare nel continente americano intorno all’anno 1000. L’edificio fu cominciato nel 1945 e ultimato soltanto nel 1983: l’interno è in stile neogotico, con tre alte navate con volte a crociera, l’esterno è invece costituito da colonne di basalto che raggiungono la massima altezza nel campanile di 75 metri.

Proseguiamo verso il Lago Tjornin, un piccolo specchio d’acqua urbano dove poter passeggiare per raggiungere altri punti di interesse della capitale. Qui si trovano la Galleria Nazionale d’Islanda, la statua del burocrate sconosciuto di Magnus Thomasson, la chiesa luterana Frikirkjan, il Municipio di Reykjavik.

Reykjavik in 1 giorno - immagine 59

Incontriamo quindi l’Althing, l’edificio del parlamento islandese di ispirazione danese che riporta incisa la data di costituzione del 1881. Per la sua costruzione è stata utilizzata la pietra nera locale e sono stati raffigurati gli spiriti guardiani dell’Islanda, il gigante, l’uccello, il toro e il drago. Qui si trovano anche un piccolo giardino pubblico e, poco distante, la Domkirkjan, la chiesa madre della chiesa evangelica luterana d’Islanda.

Camminando verso la zona portuale, si può trascorrere del tempo all’interno del mercato Kolaportid, un mercato delle pulci al coperto, con ingresso gratuito, con una sezione dedicata anche alla gastronomia, aperto solamente nel fine settimana. Si può prendere un hot dog al vicino chiosco Beajarins Bestu, che si dice essere il migliore della città oppure pranzare al Reykjavik Fish con dell’ottimo fish and chips, o ancora in uno dei numerosi locali che si affacciano sul porto.

Dopo pranzo si può visitare il Museo Saga che racconta le vicende più importanti della storia dell’Islanda, attraverso saghe, leggende e personaggi che ne hanno fatto parte oppure il Museo Marittimo Sjóminjasfn í Reykjavík che racconta altre storie, quella della pesca, delle imbarcazioni e delle guerre del merluzzo.

Tornando indietro si può fare una sosta fotografica alla cattedrale cattolica Christ King, al Teatro Nazionale d’Islanda e poi costeggiare il mare fino alla Harpa Concert Hall, una sala concerti e un centro congressi in attività dal 2011.

Adesso proseguiamo per visitare un altro punto iconico della capitale, la scultura di acciaio Sun Voyager di Jon Gunnar Arnason esposta dal 1990 per commemorare il 200 anniversario della città di Reykjavik. La statua vuole rappresentare la libertà, la scoperta, la ricerca di territori ancora inesplorati.

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The Sun Voyager

Proseguendo ancora, si può raggiungere la Hofdi House, un edificio costruito all’inizio del XX secolo per il console francese e visitato, negli anni, da diversi imprenditori, politici, artisti, come ad esempio il primo ministro britannico Winston Churchill e l’attrice Marlene Dietrich. Nel 1986 qui si sono incontrati Reagan e Gorbachev, sancendo l’inizio della conclusione della Guerra Fredda. Nel 1991 l’Islanda ha riconosciuto l’indipendenza delle repubbliche baltiche, dichiarazione firmata proprio a Hofdi House.

Adesso è tempo di shopping lungo Austurstraeti, Laekjargata, Laugavegur, strade piene di negozi, ristoranti e locali caratteristici.

Per cena non c’è che l’imbarazzo della scelta, per esempio il 101 Reykavik Street Food che propone zuppe tradizionali islandesi di carne o di pesce, ma anche noodles, l’Icelandic Street Food, lo Svarta Kaffid dove si possono ordinare generose zuppe servite in pagnotte svuotate della mollica, ristoranti tradizionali o ristoranti asiatici (vietnamita, thailandese, cinese…)

Author

Nata a Pisa nel 1990, nella stessa città mi sono laureata in Studi Internazionali e attualmente vivo, lavoro e ho sposato Dario. Amo i giochi da tavolo con gli amici, leggere, scrivere, cucinare piatti etnici, oltre che viaggiare, vicino e lontano: la mia più grande passione.

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