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Durante la nostra permanenza nella splendida città di Kyoto, abbiamo dedicato una giornata all’escursione alla deliziosa Nara dalla quale dista meno di 50 km. Gran parte della visita ha riguardato l’esplorazione dell’enorme Parco di Nara, il Nara-koen attirati dal tempio buddista Todaiji e ovviamente dai cervi che qui vivono liberi e indisturbati per la gioia dei turisti.

I cervi del Parco di Nara

La leggenda dei cervi di Nara

Il Parco di Nara è stato fondato nel 1880 e oggi è il più grande parco cittadino del Giappone. Con una superficie di oltre 500 ettari, ospita al suo interno diversi templi e musei da visitare, ma è perfetto anche per passeggiare, pranzare al sacco, rilassarsi nelle aree verdi.

Come anticipato, la particolarità però del Parco di Nara è la presenza di circa 1200 cervi in stato semi-selvatico che si muovono liberi per tutta l’area.

Sembra che questi cervi si trovino a Nara addirittura dal 768, anno della fondazione del Santuario Kasuga Taisha di Nara. Quando la divinità Takemikazuchi, il kami del santuario di Kashima, venne invitato al Santuario Kasuga Taisha, vi arrivò in sella a una cerva bianca e da quel momento i cervi sono stati considerati animali sacri ed intoccabili, prevedendo la condanna a morte di chiunque li avesse uccisi.

I cervi sono stati considerati sacri fino al 1637, ma è dopo la seconda guerra mondiale che sono stati dichiarati “tesoro nazionale” insieme al Parco di Nara, finché l’UNESCO ha dichiarato l’intero parco e i templi al suo interno Patrimonio dell’umanità.

Qualche regola per conoscere i cervi

In tutta l’area del Parco di Nara si trovano affissi numerosi cartelli che ricordano di interagire con i cervi in modo rispettoso e consapevole. Questi animali sono inevitabilmente abituati a vedere i turisti e a condividere i loro spazi con gli umani però si tratta in ogni caso di animali selvatici a cui approcciarsi con cautela per la sicurezza di tutti, persone e animali.

Bisogna tenere a mente che non si tratta di animali domestici, potrebbero calciare, mordere o caricare con le corna se si sentissero minacciati o in pericolo.

In tutta l’area del Parco troverete bancarelle che vendono biscotti appositi per i cervi e i cervi…lo sanno. Può capitare di trovare gruppi di cervi in attesa intorno a queste bancarelle perché sanno che prima o poi qualcuno acquisterà i biscotti per offrirglieli e per questo motivo potrebbero farsi avanti inseguendo le persone in modo insistente arrivando a mordicchiare abiti e borse. I cartelli informativi ricordano, proprio a questo proposito, di mostrare ai cervi i palmi delle mani aperte per far loro capire che sono vuote.

Una menzione per questi biscotti che si chiamano shika-senbei che sono gli unici cibi che è consentito dar da mangiare ai cervi. Questo aspetto è fondamentale: qualsiasi altro cibo non è autorizzato e potrebbe compromettere la salute dei cervi. E ricorda che nonostante i cervi ricevano frequentemente i biscotti dalle mani dei turisti, questo non gli impedisce di continuare a chiederne perché ne sono davvero ghiotti!

Il parco di Nara, tra i cervi e il Tōdai-ji - immagine 188

Detto questo, con cautela e rispetto è possibile godersi questa insolita esperienza, scattando qualche foto un po’ più ravvicinata ai cervi e riuscendo anche a fare qualche carezza.

Il Tempio Tōdai-ji

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Tutti presi a osservare e fotografare i cervi che girano indisturbati, quasi non ci accorgiamo del meraviglioso edificio che ci si presenta davanti: si tratta del tempio buddista Tōdai-ji che, oltre ad essere il tempio più famoso di Nara, è uno dei più importanti di tutto il Giappone.

Il parco di Nara, tra i cervi e il Tōdai-ji - immagine 189

Il Tōdai-ji, il “Grande tempio dell’est”, risale all’anno 752 ed è il più grande dei sei templi di Nara nonché uno degli edifici in legno più grandi del mondo, un primato detenuto fino al 1998.

Il parco di Nara, tra i cervi e il Tōdai-ji - immagine 190

Questo tempio è caratterizzato da un’imponente statua del Buddha alta 14 metri…per costruirla è stata impiegato gran parte di tutto il bronzo disponibile in Giappone ed effettivamente si tratta di una delle più grandi statue raffiguranti Buddha del Paese. Questa statua si trova nella cosiddetta Sala del Grande Buddha (Daibutsu-den) per accedere alla quale è necessario acquistare il biglietto di ingresso al costo di 600 yen.

Questa sala è stata ricostruita più volte, la versione attuale risale al 1692 ed è grande solo due terzi rispetto alla Daibutsu-den originale.

Non è presente solamente Buddha, ma anche due statue di Kannon, l’entità illuminata della compassione, oltre a due Guardiani Celesti risalenti a periodi successivi.

Nella Grande Sala si trova anche un punto insolito, sempre circondato da gruppi di curiosi: alla base di una colonna del tempio si trova un foro della stessa grandezza delle narici della statua del Buddha. Si dice che chi riesce a passarvi riceverà l’illuminazione nella prossima vita. Purtroppo la fila era davvero tanta, quindi non abbiamo potuto tentare quest’impresa senza poterci guadagnare l’illuminazione!

Come arrivare a Nara da Kyoto

Per raggiungere Nara noi abbiamo partecipato a un’escursione organizzata da Kyoto, ma la città è comodamente raggiungibile con i mezzi pubblici in quanto il Parco di Nara dista solamente 5 minuti a piedi dalla stazione Kintetsu Nara o 30 minuti dalla stazione JR Nara, qualora si voglia sfruttare il proprio Japan Rail Pass. Anziché percorrere la strada a piedi è possibile usufruire degli autobus, il bus giallo n. 2 sulla piattaforma 2 porta fino all’ingresso del Parco. Il biglietto di 210 yen a persona si acquista a bordo in contanti.

Conoscevi la leggenda dei cervi di Nara? Ti piacerebbe visitare questo Parco dove gli animali selvatici vivono indisturbati? Fammelo sapere nei commenti!

Author

Nata a Pisa nel 1990, nella stessa città mi sono laureata in Studi Internazionali e attualmente vivo, lavoro e ho sposato Dario. Amo i giochi da tavolo con gli amici, leggere, scrivere, cucinare piatti etnici, oltre che viaggiare, vicino e lontano: la mia più grande passione.

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