180 metri di lunghezza per 130 metri di larghezza: queste le misure dell’imponente edificio della grande moschea di Cordova, oggi cattedrale dell’Immacolata Concezione di Maria Santissima in Cordova, che racconta la storia della Spagna testimoniando l’invasione musulmana con la sua architettura arabo-islamica che si fonde a quella della cattedrale cristiana della reconquista spagnola.

La storia dell’affascinante edificio di Cordova

Inizialmente, dopo l’occupazione di Cordova da parte dei musulmani nell ‘ VIII secolo, quella che era la chiesa visigotica di San Vincenzo Martire fu suddivisa per essere utilizzata allo stesso tempo da cristiani e musulmani. Fu l’emiro ‘Abd al-Raḥmān I a demolire la chiesa per far costruire la grande moschea nel 785.

Quella che divenne la più grande moschea del suo tempo, successivamente ingrandita dai suoi successori, all’inizio era composta dal patio de los naranjos, un cortile quadrato circondato da un muro di cinta sul quale si apriva la sala di preghiera composta da undici navate, ciascuna avente dodici arcate, disposte di fronte al cortile.

Le colonne utilizzate per separare le navate avevano diversa provenienza e di conseguenza capitelli in stile diverso sulle quali si appoggiavano arcate doppie in mattoni e pietra bianca. Sono 856 le colonne che vediamo ancora oggi, a comporre una foresta di palme di pietra. L’impatto è davvero suggestivo: ciascuna colonna, osservata nel dettaglio, rivela un’infinità di particolari che hanno molto da raccontare sulla sua origine mentre, nell’insieme, contribuisce a creare uno spettacolo unico.

Curioso notare la posizione del mihrab all’interno dell’edificio. In una moschea, il mihrab è la nicchia che indica la direzione della Mecca dove si trova la Kaaba che è l’edificio più sacro dell’Islam, ed è verso questa nicchia che deve rivolgersi un musulmano mentre è raccolto in preghiera. Tuttavia il mihrab di Cordova, una cupola di marmo bianco decorato, non è orientato verso la Kaaba della Mecca, ma in altra direzione: la leggenda narra che ‘Abd al-Raḥmān abbia voluto orientarlo nella stessa direzione di quello della moschea di Damasco, città dalla quale era stato cacciato. Accanto al mihrab si trova la Maqsura, la cappella nella quale il Califfo assisteva in piedi alle preghiere pubbliche del popolo.

Un altro particolare interessante è che la kebla, la sala di preghiera che termina nel mihrab, era nota come capilla del Zancarron, cappella del grande piede, per la presenza di un osso attribuito a Maometto.

Nel 1236, quando Cordova fu riconquistata dai cristiani di Ferdinando III di Castiglia, la moschea fu convertita in cattedrale e dedicata a Maria Assunta, fu murata l’apertura tra il cortile e la sala di preghiera per conservare una sola porta d’entrata, la Puerta de las Palmas. Furono abbattute alcune file di colonne per lasciar spazio alla Cappella Reale decorata con stucchi mudéjar, una particolare tecnica di stucchi che mantiene le influenze arabo-islamiche, oltre a piccole cappelle per ospitare i resti dei re cristiani.

Nel XVI secolo fu demolita un’ulteriore e importante sezione di colonne per far posto al Crucero per volontà di Carlo V, una cattedrale cristiana con pianta a croce latina da collocarsi proprio all’interno della moschea, che fonde nella sua struttura gli stili gotico, rinascimentale e barocco.

Nel 1984 la Moschea-Cattedrale di Cordoba è stata dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO.

Maggiori info sulla storia del monumento, costi e orari di visita sono disponibili sul sito ufficiale.

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Nata a Pisa nel 1990, nella stessa città mi sono laureata in Studi Internazionali e attualmente vivo, lavoro e ho sposato Dario. Amo i giochi da tavolo con gli amici, leggere, scrivere, cucinare piatti etnici, oltre che viaggiare, vicino e lontano: la mia più grande passione.

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    • Potresti considerare di fare un bel viaggetto! 🙂 Cordova si trova in una zona molto interessante, io l’avevo inserita in un tour dell’Andalusia fai-da-te che aveva toccato, fra le varie tappe, anche Siviglia, Granada e Ronda…

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