Uno dei templi più famosi del sito archeologico di Angkor, nella provincia di Siem Reap, è senza dubbio Ta Prohm. Fu costruito dal re khmer Jayavarman VII come monastero buddhista mahayana e come università, agli inizi del tredicesimo secolo, allo scopo di venerare la famiglia reale. Il nome iniziale del tempio era appunto Rajavihara che significa tempio reale), mentre il nome moderno Ta Prohm significa vecchio Brahmā.

La struttura di Ta Prohm

Ta Prohm è orientato verso est e costituito da cinque recinzioni rettangolari intorno al santuario centrale, la più esterna delle quale misura 1000 metri per 650. Oggi sono crollati alcuni dei gopura, le monumentali torri di accesso posizionate agli ingressi in ciascun punto cardinale. Si incontrano diverse strutture, le gallerie poste in corrispondenza delle recinzioni oltre agli edifici delle biblioteche, dei templi, la Sala delle Danzatrici.

Ta Prohm, il tempio nella giungla - immagine 59

La stele del tempio riporta che qui vivevano più di 12.500 persone, oltre a ulteriori 80.000 persone nelle aree limitrofe che si occupavano di fornire prodotti e servizi. Dopo la caduta dell’impero khmer nel XV secolo, Ta Prohm è caduto in stato di abbandono per secoli e invaso dagli alberi della giungla.

Ta Prohm, il tempio nella giungla - immagine 60
La natura rigogliosa di Ta Prohm

La vegetazione di Ta Prohm

Il fascino di Ta Prohm è legato proprio al fatto che non è stato sottoposto a un restauro completo, ma è stato volutamente lasciato il più possibile nelle condizioni in cui è stato ritrovato. I suoi edifici sono stati messi in sicurezza per permettere ai visitatori di accedervi, mentre la vegetazione è stata lasciata libera di crescere rigogliosa per reimpossessarsi degli spazi.

Presso il tempio di Ta Prohm sono state girate alcune scene del film Tomb Raider del 2001, cosa che ha sicuramente contribuito ad accrescere la fama della località facendola conoscere come destinazione turistica. Nel 2013 l’Archaeological Survey of India è intervenuta nell’area per aggiungere passerelle e corrimano per preservare le strutture dall’alto numero di visitatori.

Gli alberi continuano a crescere sopra le rovine del tempio, popolando con i loro tronchi giganteschi e rami sinuosi, porte, tetti e finestre, non c’è un edificio che non sia stato invaso dalla natura. Per la maggior parte si tratta di alberi ficus strangolatori, mentre altri appartengono alle specie Tetrameles nudiflora.

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Nel 1992 Ta Prohm è stato inserito dall’Unesco nella lista dei patrimoni dell’umanità.

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Nata a Pisa nel 1990, nella stessa città mi sono laureata in Studi Internazionali e attualmente vivo, lavoro e ho sposato Dario. Amo i giochi da tavolo con gli amici, leggere, scrivere, cucinare piatti etnici, oltre che viaggiare, vicino e lontano: la mia più grande passione.

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