Tutti hanno sentito parlare di Waterloo o ne hanno letto sui libri di storia, almeno una volta nella vita. Si tratta del luogo dove si tenne la celeberrima e sanguinosa battaglia in cui Napoleone Bonaparte venne sconfitto nel 1815 da parte del Duca di Wellington. Nella battaglia furono impegnati circa 175 mila uomini e si concluse con un numero impressionante di vittime, oltre 48 mila.

L’antefatto storico

Napoleone fuggì dall’isola d’Elba nel marzo 1815 per raggiungere Parigi e restaurare la dinastia dei Borbone, motivo per cui numerosi Stati europei si unirono in un’alleanza militare allo scopo di sconfiggere definitivamente l’imperatore francese.

Napoleone decise di attaccare a sorpresa gli eserciti che Regno Unito e Prussia avevano raggruppato in Belgio, certo di una rapida vittoria. Il generale britannico, il Duca di Wellington, schierò i suoi uomini in difesa proprio a Mont-Saint-Jean, che riuscirono ad avere la meglio delle truppe francesi dopo l’arrivo dei prussiani in loro aiuto.

Si tratta di una delle più importanti battaglie della storia moderna, a partire dalla quale Napoleone fu esiliato sull’isola di Sant’Elena e venne riscritto il futuro dell’Europa durante il Congresso di Vienna, dando avvio alla fase della Restaurazione.

La nostra visita a Waterloo

Pochi sanno che Waterloo si trova a una ventina di chilometri da Bruxelles all’interno della provincia del Brabante Vallone e che è perfetto per un’escursione di almeno mezza giornata. Si tratta di una regione che amiamo molto, in questo articolo puoi leggere della nostra escursione a Dinant, all’Abbazia di Villers-la-Ville e al Castello di Veves, effettuate in un’altra occasione.

In occasione di un weekend in Belgio per trovare degli amici, il nostro volo ha fatto un forte ritardo ed è sfumata così la nostra possibilità di raggiungere Anversa come inizialmente programmato. Rapido cambio di programma, Waterloo si trovava proprio lungo il nostro tragitto! Anche se la località precisa del campo di battaglia si chiama in realtà Mont Saint Jean.

Organizzare la visita

Presso il Centro Visitatori si può acquistare un biglietto che combina la visita alle varie attrazioni, la maggior parte delle quali è presente nella stessa area, ma per raggiungere alcune di esse è necessario risalire in macchina oppure usufruire dei bus navetta che vengono messi a disposizione. I biglietti si possono anche acquistare online a questo link, ma devono essere in ogni caso convertiti una volta arrivati in loco.

I prezzi variano tra bassa stagione e alta stagione, andando dai 19,50 euro ai 23 euro, per combinare insieme le visite del Museo, Panorama, Collina del Leone e Fattoria d’Hougoumont che sono quelle che abbiamo fatto noi.

In alternativa si può acquistare il PASS1815 che aggiunge anche l’ingresso all’ultimo quartier generale di Napoleone nella località di Genappe e al Museo Wellington a Waterloo, musei che noi purtroppo non abbiamo visitato.

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La Collina del Leone

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Abbiamo iniziato la nostra visita percorrendo i 225 scalini che portano sulla sommità della Collina del Leone, abbiamo deciso di iniziare così col botto, visto che il cielo minacciava di piovere. In realtà è cominciato a piovere appena raggiunta la cima dove si trova maestosa la statua del leone, quindi siamo scesi di corsa visto che per il vento non era possibile tenere a lungo aperto l’ombrello.

Questa collina artificiale è diventata ormai il simbolo di Waterloo, dal momento che è visibile anche dalla strada e che, con i suoi 40 metri di altezza, è davvero imponente. Fu costruita successivamente alla battaglia, in memoria dei caduti, proprio nel punto in cui fu ferito il principe d’Olanda Guglielmo II d’Orange.

Si dice invece che la statua del Leone fu realizzata fondendo il metallo di 228 tonnellate di cannoni. Una delle sue zampe è poggiata su una sfera, simbolo della vittoria, mentre lo sguardo osserva la Francia sconfitta.

Memorial 1815

Data la pioggia, ci siamo quindi spostati al museo sotterraneo Memorial 1815, dove si trovano pannelli interattivi e ricostruzioni delle attività di campo, le armi e le uniformi utilizzate da entrambi gli schieramenti.

Panorama 1912

Poi abbiamo visto un dipinto straordinario, Panorama, un dipinto ad olio realizzato da Louis Dumoulin nel 1912. Con i suoi 12 metri di altezza e 110 di larghezza rappresenta in modo minuzioso e particolareggiato i dettagli della battaglia. Trovarsi di fronte a esso permette di immergersi a 360 gradi nel campo di battaglia, grazie anche al sottofondo sonoro che riproduce i cavalli al galoppo, i colpi di cannone e le urla degli eserciti che si combattono. Davvero impressionante!

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Fattoria Hougoumont

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Per raggiungere la fattoria Hougomont, dove le truppe alleate affrontarono per la prima volta i soldati di Napoleone, siamo risaliti in auto anche se si poteva raggiungere con una camminata di circa 20 minuti dalla Collina del Leone. Quello che rimane oggi è la casa del giardiniere che ospita un interessante museo. Victor Hugo, ne “I Miserabili” racconta che sul retro della casa oltre 300 corpi di soldati vennero gettati in un pozzo, ma non è mai stato dimostrato.

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Ferme Mont Saint Jean

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Abbiamo fatto una sosta veloce anche presso un’altra fattoria, la Ferme Mont Saint Jean, che fu usata dal duca di Wellington come ospedale da campo dove furono curati oltre 700 soldati. Oltre al piccolo Museo, si può visitare il piccolo birrificio Brasserie de Waterloo dove si possono degustare birre e specialità locali.

Un ultimo consiglio…

Ogni anno, nel weekend successivo al 18 giugno, a Waterloo si tiene una rievocazione storica che permette di vedere raffigurate le scene salienti della battaglie da parte di migliaia di figuranti. Proprio il periodo perfetto per visitare questa località!

Sapevi che Waterloo si trova a pochi chilometri da Bruxelles? Ti piace la storia? Hai mai visitato una località famosa per un evento storico che vi si è svolto? Fammelo sapere nei commenti!

Author

Nata a Pisa nel 1990, nella stessa città mi sono laureata in Studi Internazionali e attualmente vivo, lavoro e ho sposato Dario. Amo i giochi da tavolo con gli amici, leggere, scrivere, cucinare piatti etnici, oltre che viaggiare, vicino e lontano: la mia più grande passione.

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