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L’isola di Skye non poteva certo mancare nel nostro itinerario in camper attraverso la Scozia.

Qui puoi leggere la prima parte del nostro viaggio che ci ha portato nell’isola più grande della Scozia partendo dalla capitale e attraversando Inverness, il lago di Loch Ness e alcuni magnifici castelli.

L’isola di Skye ci ha accolto con tutta la sua selvaggia bellezza, con i prati pieni di fiori selvatici, tra cui l’immancabile erica, costante di tutto il nostro viaggio di agosto, diventando senza dubbio l’highlight del nostro on the road. Qui puoi leggere la seconda parte del nostro viaggio.

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Skye, 2 giorni sull'isola con i bambini - immagine 217

Come arrivare

Arrivando da nord, è conveniente accedere via terra all’isola di Skye attraverso il ponte che la collega alla terraferma che si trova poco distante dal castello di Eilean Donan, un’altra tappa imperdibile del viaggio.

Ripartendo da sud, tornare verso nord per attraversare il ponte diventa scomodo, per cui il modo più veloce per ripartire da Skye è con il traghetto che collega la località di Armadale a quella di Mallaig che, tra parentesi, è davvero molto piacevole. La tratta è breve e comoda, abbiamo trovato una bella giornata di sole e tanti delfini a nuotare nella scia della nostra nave! Noi abbiamo prenotato con questa compagnia.

Skye, 2 giorni sull'isola con i bambini - immagine 218

Che si arrivi da nord, come nel nostro caso, oppure da sud, consiglio di fare una tratta via terra e una via mare per ottimizzare tempi e spostamenti. 

Dove pernottare

Consiglio di pernottare sull’isola almeno 2 notti, soprattutto se si visita in alta stagione, perché le distanze tra le differenti località richiedono più tempo del previsto a causa della presenza delle strade a corsia unica: le temute single-track roads.

Se possibile, suggerisco di pernottare in località diverse in modo da essere più vicini alle varie destinazioni così da raggiungerle più velocemente la mattina, evitando il traffico.

Noi abbiamo pernottato nel campeggio Portree Campsite la prima notte, collocato in una bella posizione panoramica dal quale abbiamo raggiunto a piedi in circa 20 minuti Portee e la seconda notte presso il Kinloch Campsite, il campeggio con la vista in assoluto più bella di tutto il viaggio. Passeggiare lungo il mare a tramonto insieme alle caprette è stato indimenticabile. Uscendo a piedi dal campeggio si raggiunge inoltre il minuscolo paesino di Dunvegan dove fare una breve passeggiata tra l’antica panetteria, il piccolo alimentari, un paio di botteghe.

Ritmi lenti e tranquilli, ben distanti dalle folle cittadine.

Single-track roads

Avevamo sentito parlare delle single-track roads e, viaggiando in camper, ci eravamo anche preoccupati. In queste strade a corsia unica infatti i mezzi possono circolare in entrambi i sensi e temevamo di avere difficoltà viste le dimensioni del nostro camper ma, a dir la verità, forse ci siamo trovati meglio a guidare sull’isola di Skye che sulle strade della terraferma. Il transito sulle single-track roads è reso agevole dalla presenza dei passing places, ovvero delle aree più o meno larghe ai lati delle strade in cui i veicoli possono sostare per il tempo necessario al transito degli altri in senso contrario sulla corsia unica. Appena tutti sono transitati, i veicoli in sosta possono rimettersi in marcia.

Dunque, la prima regola è: massima attenzione ai veicoli che si vedono arrivare in senso contrario e la seconda, di conseguenza è: approfittare del primo passing place disponibile per lasciar transitare gli altri. Mai, mai e poi mai avere fretta: è meglio fermarsi per primi su un passing place e lasciar defluire il traffico in modo scorrevole anziché voler avere a tutti i costi la precedenza causando un ingorgo. Molte strade sull’isola di Skye sono strette, in salita o piene di curve, per cui può essere difficile muoversi in retromarcia. Quindi, usare sempre i passing places e prevenire i problemi. Noi, in camper, ci siamo sempre trovati bene.

Cosa vedere

Portree

La piccola e deliziosa Portree è una tappa da non perdere, per una merenda, una passeggiata serale o una cena visto che ci sono moltissimi locali caratteristici e negozi interessanti di articoli regalo, souvenir, abbigliamento. Noi abbiamo preso un gelato presso The Wee Isle of Skye Ice Cream Shop e poi ci siamo seduti per un po’ sulla spiaggetta del porticciolo, ad ammirare l’iconico panorama sugli edifici colorati.

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Kilt Rock & Mealt Falls

Questa è una sosta davvero imperdibile perché è comodissima da raggiungere in auto, il parcheggio è ampio e ben segnalato, basta scendere dal proprio mezzo e affacciarsi verso la scogliera per godere di una vista straordinaria sulla Kilt Rock, così detta perché la roccia scende in curiose pieghe che richiamano quelle di un kilt e sulle Mealt Falls, alte e potenti cascate che si gettano in mare. Il tutto circondato dai magnifici colori dell’erica e dei fiori spontanei.

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Quiraing

Di Quiraing è bella anche solo la strada per arrivare. Tra curve e salite, si attraversano distese infinite di verde, piccoli specchi d’acqua, pecore al pascolo, davvero uno spettacolo per gli occhi. Essendo con una bimba di 2 anni e mezzo, abbiamo percorso solo una piccola parte del sentiero, anche perché la prima parte è abbastanza esposta, quindi non ci sentivamo molto sicuri. Questo dipende dall’età dei bambini, dalla loro capacità di camminare in autonomia e anche, da non sottovalutare sull’isola di Skye, dal meteo. La cosa positiva è che, a differenza di altri trekking, si riesce a vedere un panorama da cartolina senza allontanarsi troppo dal parcheggio.

Fairy Glenn

Non la destinazione più conosciuta sull’isola di Skye, ma l’abbiamo scelta proprio per questo motivo e perché ci sembrava una passeggiata fattibile con la bambina e, dopo esserci stati, lo confermo. La passeggiata è abbastanza breve, nel verde, ci sono dei panorami magnifici sulle vallate circostanti (ancora più bello se si sale fino a Castle Ewan, un ammasso di ruderi e rocce facilmente raggiungibili, da valutare se salire con i bambini o meno). A terra si vedono due grandi cerchi fatti di pietre e sassolini che, anche se non hanno un particolare significato, sono comunque molto suggestivi.

Dunvegan

Sull’isola di Skye, molti si concentrano solamente sui trekking, tralasciando un luogo unico che è il castello di Dunvegan, sede del clan dei MacLeod.

La particolarità di questo luogo, del quale onestamente non ho apprezzato gli interni dopo aver visto altri castelli più ricchi di arredi, sono sicuramente i giardini molto vari e curati, dove fare una piacevolissima passeggiata ma anche, e soprattutto, la presenza di una colonia di foche.

L’escursione in barca per avvistare le foche non è prenotabile in anticipo ed è fattibile solo se in possesso di un biglietto per visitare Dunvegan (interno + esterno o anche solo esterno). Una volta entrati dall’accesso principale, dove viene fornita anche la mappa del luogo, bisogna andare diretti all’imbarco distante 15-20 minuti a piedi, prenotare e pagare direttamente alla biglietteria presente in loco dove vengono forniti anche i giubbotti di salvataggio. Tenendo conto che la barca che fa il tour è molto piccola e impiega circa 30 minuti per completarlo, consiglio di arrivare al castello di Dunvegan all’orario di apertura e di andare direttamente al molo, sperando di potersi imbarcare subito senza fare attese troppo lunghe.

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Nei giardini di Dunvegan, segnalo anche una piccola area gioco per chi viaggia con i bambini.

Sligachan Bridge

Ci tenevo a vedere questo ponte perché, come tante altre attrazioni naturali e non in Scozia, è legato a una leggenda che prevede che, immergendo il viso per sette secondi nelle acque sottostanti, si possa ottenere l’eterna giovinezza.

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Alla fine il viso non l’ho immerso, però è stata comunque una breve sosta piacevole, per noi di strada prima di arrivare ad Armadale.

Cosa non abbiamo visto e perché

Eccoci ai grandi assenti dalla nostra lista, il più famoso dei quali forse il celeberrimo Old Man Of Storr, il percorso trekking più amato e conosciuto da fare a Skye. A malincuore lo abbiamo escluso perché non ce la sentivamo di fare svariati chilometri a piedi con la bimba di quell’età, grande per il marsupio ma piccola per fare lunghi tratti, potenzialmente esposti e scivolosi, in autonomia. Siamo riusciti a intravederlo in lontananza e ne siamo stati felici.

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Un motivo simile ci ha portato a escludere le Fairy Pools, in quanto ci è sembrato di capire che la prima cascata, quella più vicina e raggiungibile dal parcheggio, fosse anche la meno bella e suggestiva. Temevamo quindi che il sentiero per raggiungere le successive sarebbe stato troppo stancante e noioso per la bambina.

Non abbiamo invece raggiunto il faro di Neist Point per motivi logistici, abbiamo visto che la strada per arrivare comportava per noi una deviazione importante e che sarebbe stata stretta e insidiosa…non ce la sentivamo di osare troppo alla nostra prima esperienza in camper.

Midges: quello che non ci aspettavamo

Avevamo sentito parlare dei midges, piccolissimi insettini malefici che mordono tutte le parti di corpo esposte che riescono a trovare: occhio a viso, collo, mani, caviglie…Sono presenti solamente nei mesi estivi e in determinate zone, tra cui l’isola di Skye, solitamente all’alba e al tramonto, quando il clima è sereno. Pioggia e vento non sono loro amici. Esistono delle app da scaricare per monitorare la loro presenza a seconda delle zone e ammetto di aver minimizzato il problema.

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Ne abbiamo trovati moltissimi la mattina nel campeggio di Portree, nei giardini (soprattutto nell’area gioco) del castello di Dunvegan e poi sulla terraferma presso Glencoe, Glennfinnan e intere nubi (io e la bimba siamo rimaste in camper) a Loch EIlt. Il repellente Smidges che ci aveva gentilmente fornito il proprietario del camper è l’unico che funziona in questi casi, ma vi invito a comprare una retina da indossare sul viso e, mi raccomando, deve avere la maglia molto fitta altrimenti i minuscoli midges riescono a passare, noi le abbiamo acquistate sulla terraferma a Mallaig, ormai all’arrivo sulla terraferma.

Vorresti visitare l’isola di Skye durante un viaggio in Scozia? Quali sono le destinazioni che non vorresti perdere? Fammelo sapere nei commenti!

Author

Nata a Pisa nel 1990, nella stessa città mi sono laureata in Studi Internazionali e attualmente lavoro e vivo insieme a mio marito e alla nostra bambina. Amo i giochi da tavolo con gli amici, leggere, scrivere, cucinare piatti etnici, oltre che viaggiare, vicino e lontano: la mia più grande passione.

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