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La città di Alba è stata la prima tappa del nostro mini itinerario nella bella zona delle Langhe, tra borghi e colline ricche di vigneti, che puoi leggere a questo link:

Langhe, cosa vedere assolutamente in 2 giorni (con un neonato)

Questa storica regione piemontese si trova tra le province di Cuneo (di cui fa parte il comune di Alba) e di Asti e nel 2014 è stata inserita nella lista UNESCO dei beni Patrimonio dell’Umanità insieme a Roero e Monferrato.

Inoltre nel 2017 Alba è stata riconosciuta dall’UNESCO come Città Creativa per la Gastronomia.

La Fiera Internazionale del Tartufo Bianco

Un giorno ad Alba, capitale delle Langhe - immagine 214

Ciò che rende Alba famosa in tutto il mondo è la celeberrima Fiera del Tartufo Bianco che si svolge ogni anno nel mese di ottobre, nata nel 1929 per volere dell’imprenditore Giacomo Morra.

Noi siamo stati in città proprio durante la Fiera e abbiamo fatto un giretto al suo interno (lo ammetto, la mia era solo curiosità perché non mi piace il tartufo!). Tra gli stand si trovano tartufi di tutte le dimensioni e tutti i prezzi, ma anche altri prodotti gastronomici tipici del territorio come per esempio le nocciole.

Un giorno ad Alba, capitale delle Langhe - immagine 215

Curioso notare che ogni anno il tartufo migliore viene donato dagli organizzatori della Fiera a un personaggio famoso che viene invitato ad Alba. Tra i grandi nomi del passato troviamo per esempio Alfred Hitchcock, Marilyn Monroe, Alain Delon.

Fiera del Vino

In primavera invece la fiera Vinum celebra un altro frutto della terra delle Langhe: il suo vino. Anche in questa occasione, estimatori provenienti da tutto il mondo raggiungono la città piemontese per degustare una grande varietà di vini di Langhe, Roero e Monferrato, tra cantine aperte, mostre ed eventi. Alcuni nomi: vini come Barolo, Barbaresco, Roero Arneis, spumanti come Asti Spumante, Moscato.

Tanti prodotti tipici

Visto che stiamo parlando di specialità gastronomiche, concludiamo il discorso menzionando altri prodotti locali. Ovviamente, sono molti i piatti in cui si utilizza il tartufo bianco, dalla fonduta ai tajarin.

Ad Alba si può anche assaggiare l’ottimo carpaccio di carne cruda all’albese, oltre a piatti tradizionali piemontesi come il brasato al barolo e il vitello tonnato.

Come dessert, tanti dolci a base di nocciola delle Langhe ma anche il bunet con cioccolato, nocciole e amaretti e le paste di meliga che ho adorato. Mi sono piaciute così tanto che ne abbiamo acquistato anche un pacco da portare a casa, oltre ad aver assaggiato il gelato al gusto meliga.

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Noi abbiamo pranzato all’Osteria del Vecchio Gallo in pieno centro storico, dove abbiamo potuto assaggiare degli ottimi piatti della tradizione piemontese!

Cosa vedere nel centro storico di Alba

Le cento torri

Oggi purtroppo rimangono poche torri tra quelle costruite nel XIV e XV secolo, ma Alba in passato era conosciuta come “la città dalle cento torri”. Tra piazza Risorgimento e Via Cavour si possono osservare quelle meglio conservate. 

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Piazza Risorgimento

Il Palazzo del Comune

Nel cuore del centro storico si trova Piazza Risorgimento dove si trova il Palazzo Comunale ricostruito su edifici romani preesistenti. Al suo interno si possono osservare affreschi e dipinti rinascimentali appartenuti alla chiesa di San Domenico, tra cui la Pietà e l’Adorazione dei Magi. Nel salone del consiglio troviamo una tavola raffigurante la Vergine con il Bambino di Macrino d’Alba, oltre a una pala con Madonna e Bambino tra san Giuseppe e sant’Anna, attribuito a Mattia Preti.

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La Cattedrale di San Lorenzo

Su Piazza Risorgimento si affaccia anche il Duomo o cattedrale di San Lorenzo, ricostruito per volontà del vescovo di Alba Andrea Novelli nel 1496 in forme gotiche-lombarde a partire da un’antica chiesa romanica e successivamente ristrutturato più volte. All’interno sono conservati una tela di Claudio Francesco Beaumont e un prezioso coro ligneo intagliato cinquecentesco. 

Molto suggestivo l’interno: suddiviso in tre navate, presenta una moltitudine di colori. 

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Il Caffè Calissano

Purtroppo durante la nostra visita non abbiamo potuto vedere il Caffè Calissano, storico locale sotto ai portici di Piazza del Duomo che risulta chiuso definitivamente. Fu fondato nella seconda metà dell’Ottocento da Luigi Calissano, proprietario di una distilleria, ed ebbe tra i suoi clienti Cesare Pavese, Pinot Gallizio e Beppe Fenoglio.

Casa di Beppe Fenoglio

Proprio ad Alba è nato infatti Beppe Fenoglio nel 1922, scrittore, partigiano, traduttore e drammaturgo e si può visitare la sua casa museo dove ha scritto la maggior parte delle sue opere.

Via Cavour

Via Cavour è una delle principali arterie del centro storico di impianto tipicamente medievale, un’elegante porta di ingresso alla città su cui troviamo la Casaforte Riva e la Loggia dei Mercanti del XIV secolo.

Via Vittorio Emanuele

La via principale di Alba chiamata per l’appunto anche Via Maestra che attraversa tutto il centro storico. Qui si trovano Casa Fontana, con i suoi fregi rinascimentali, il Palazzo Serralunga e il Palazzo dei Conti Belli.

La Chiesa di Santa Maria Maddalena

La facciata in cotto decorata da un portale ligneo è incompiuta e contiene un insolito interno a pianta ellittica dove si trovano otto colonne corinzie alternate a lesene. Qui vediamo anche l’urna della Beata Margherita di Savoia, in passato meta di pellegrinaggi di fedeli, e un pregevole coro delle monache dietro l’altare con la volta affrescata con scorci di prospettive architettoniche barocche.

La Chiesa di San Domenico

Vediamo anche la chiesa gotica di San Domenico, un edificio ancora consacrato dove si tengono talvolta mostre, incontri culturali e concerti e che, si racconta, sia stato usato in passato da Napoleone come stalla per i suoi cavalli.

Hai mai visitato la regione delle Langhe? Ti piacciono i piatti a base di tartufo? Fammelo sapere nei commenti!

Author

Nata a Pisa nel 1990, nella stessa città mi sono laureata in Studi Internazionali e attualmente lavoro e vivo insieme a mio marito e alla nostra bambina. Amo i giochi da tavolo con gli amici, leggere, scrivere, cucinare piatti etnici, oltre che viaggiare, vicino e lontano: la mia più grande passione.

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