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Interessante notare che nella classifica degli animali da compagnia posseduti dagli abitanti, l’Italia si colloca al secondo posto in Europa: ogni 100 abitanti, gli animali da compagnia sono ben 53,1. La percentuale addirittura aumenta se prendiamo in considerazione le case dei separati e divorziati e dei single. In tutto nel nostro Paese gli animali domestici sono oltre 32 milioni, al primo posto gli uccelli, poi i gatti, poi cani, seguiti da piccoli mammiferi come criceti e conigli, pesci e rettili.
Indice dei contenuti
In Europa
Nel vecchio continente il primato del Paese con il maggior numero di animali domestici rispetto a quello degli abitanti lo detiene l’Ungheria. Seguita, come abbiamo già visto, dall’Italia, mentre nelle posizioni successive troviamo Francia, Germania, Spagna e Regno Unito.
Tra gli animali da compagnia, troviamo al primo posto i gatti, seguiti dai cani, dagli uccelli, dai piccoli mammiferi, i pesci e i rettili.

In America, animali insoliti
Anche in America i cani e i gatti sono gli animali da compagnia più diffusi, ma in ordine inverso rispetto all’Europa. Curioso notare che in alcuni stati degli Stati Uniti d’America è legale possedere anche animali domestici…un po’ più insoliti.
Sto parlando dei capibara per esempio, che sono i roditori più grandi del mondo, raggiungendo addirittura i 150 chili, e dei cani della prateria, roditori sociali originari del Nord America, noti per il verso simile al cane e per l’abilità di scavare ed esplorare. Ma anche del fennec, la cosiddetta “volpe del deserto” originaria del Sahara e della tarantola (legale nella maggior parte degli Stati).
Consentiti anche animali notturni come il riccio (legale nella maggior parte degli Stati), il kinkajou o “orso del miele” originario dell’America centrale e meridionale, oltre a marsupiali come il wallaby e il petauro dello zucchero. La puzzola invece, per essere un animale domestico, deve essere priva di odore. Tra i felini, troviamo il serval , un maculato felino selvatico africano e il gatto Savannah, un incrocio tra un gatto domestico e un serval.
Infine, tra gli animali da compagnia acquatici troviamo gli axolotl, un tipo di salamandra proveniente dal Messico e addirittura gli alligatori che possono raggiungere anche i 15 metri di lunghezza.
In Asia

In Asia, dalla Cina al Giappone, alla Corea del Sud a Taiwan, negli ultimi anni c’è stato un grande incremento nella percentuale di animali domestici di proprietà delle famiglie. Soprattutto a seguito della pandemia da covid.
In Cina sono molto più apprezzati i cani dei gatti, preferibilmente di taglia piccola a causa delle restrizioni nelle grandi città, ma i cinesi amano molto anche allevare uccelli perché amano il loro cinguettio. Ricordo che quando siamo stati a Pechino a visitare una casa cinese nella zona centrale degli hutong, in una stanza si trovava appesa una gabbia contenente un bel merlo indiano che riusciva addirittura a parlare.
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I cinesi amano anche allevare grilli come animali da compagnia e anche i pesci rossi.
In Corea del Sud e Taiwan invece l’amore per gli animali domestici è così diffuso che addirittura le vendite di passeggini per animali domestici hanno superato quelle dei passeggini per bambini. Anche in Giappone ci sono più animali domestici che bambini, un fenomeno che negli ultimi anni si sta affiancando a quello del basso tasso di natalità.
La Thailandia invece sta facendo grandi passi per combattere il randagismo e gli abbandoni di animali domestici, stabilendo un limite massimo al numero di animali da compagnia che dipenderà dalle dimensioni e dalla tipologia dell’abitazione del proprietario. Saranno obbligatori il microchip e le vaccinazioni.

In Oceania
Anche l’Oceania conferma la tendenza che vede cani, gatti e conigli tra gli animali più diffusi, soprattutto in Australia e Nuova Zelanda, ma anche piccoli roditori, furetti, uccelli, pesci e rettili come tartarughe, serpenti, iguane. Interessante notare che in Polinesia vengono tradizionalmente allevati anche maiali e polli.
Tra gli aborigeni australiani possiamo trovare talvolta il dingo, un cane selvatico che vive però in stretta associazione con questi ultimi.
In Africa
Concludiamo con il Senegal dove gli ovini, per esempio agnelli, pecore e montoni, sono considerati animali domestici, accuditi, nutriti e lavati come viene fatto in Occidente nei confronti di cani e gatti.
Una usanza comune in questo Paese africano è quella di offrire una pecora a chi si ama, specialmente in occasione della festa di Tabaski, la festa musulmana del sacrificio Id al-Adha o Eid al-Kabir.
Sacrificare un ladoum, una pecora pregiata frutto di un incrocio tra due razze africane, è un’abitudine molto presente e ben radicata. A Thiès, cittadina a circa 70 chilometri da Dakar, l’allevamento del ladoum è un’attività ben remunerata, considerando che questi animali partecipano a gare di bellezza, ma vengono anche affittati per la riproduzione oppure venduti per il sacrificio. Essere sacrificati proprio in questa occasione per poi essere mangiati è considerato un grande onore per l’ovino che in questo modo può andare direttamente in Paradiso.
Paese che vai, usanza che trovi. E tu hai o sogni di avere un animale domestico? Fammelo sapere nei commenti!
