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Bahariya deriva probabilmente dal termine “bahr” che in arabo significa mare. Questa oasi si trova a “soli” 370 chilometri dalla capitale egiziana e noi l’abbiamo visitata in un torrido luglio di tanti anni fa all’interno di un bellissimo tour tra oasi e città.

Bahariya, l'oasi delle mummie dorate e del deserto - immagine 213

Bahariya è stata per noi una tappa intermedia tra l’oasi di Siwa e Il Cairo.

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Questa località è davvero affascinante e ci siamo arrivati dopo 430 chilometri di deserto, immenso, infinito, rovente. Questi chilometri sono stati tutt’altro che monotoni: il deserto cambiava aspetto e forma continuamente, sorprendendoci con i suoi colori e le sue sfumature. Più o meno ogni 50 chilometri incontravamo una piccola dogana nel deserto: una casupola in muratura, una sbarra, qualche cartello e un poliziotto che registrava il nostro passaggio.

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Lungo questo tragitto, tutto effettuato in fuoristrada con driver e guida locale, quest’ultima non era in jeep con noi ma su un’altra delle 3, siamo addirittura rimasti “insabbiati” nel deserto, tanto che è stato necessario rimuovere la sabbia attorno alle ruote con il badile, posizionare le lastre metalliche davanti alle ruote anteriori e spingere a braccia il fuoristrada finché non ne siamo usciti. Un’esperienza (calda) indimenticabile!

La storia di Bahariya

La posizione strategica dell’Oasi di Bahariya la rese fin da subito un importante centro commerciale e culturale, attraversata dalle rotte carovaniere nel deserto occidentale tra Egitto, Sudan e Libia.

Durante l’epoca greco-romana, la popolazione dell’oasi raggiunse i 500.000 abitanti mentre la città prosperava producendo vino e grano. A questo periodo risalgono importanti strutture difensive e una straordinaria diversità culturale, per le popolazioni egizie, greche, nubiane e romane. Vi transitò anche Alessandro Magno.

Oggi invece ospita oltre 30.000 persone che vivono principalmente in quattro città dell’oasi: Bawiti, Al Qaser, Mandisha e Zabw. 

Cosa vedere a Bahariya

Oltre alle straordinarie escursioni in 4×4 nel deserto, l’oasi offre paesaggi unici in quanto è collocata in una depressione nel deserto, tra grandi montagne come Gebel Ghurabi, Gebel Maghrafa e Gebel Dist, noto anche come la montagna inglese.

Qui si trova la Valle delle Mummie d’Oro, sono facilmente raggiungibili il Deserto Nero e il Deserto Bianco e sono presenti numerose sorgenti.

Anche il nostro piccolo hotel aveva una piscina di acqua ferrosa sul suo tetto, purtroppo non sono riuscita a ritrovarlo facendo una ricerca su internet, mi chiedo se esista ancora…

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La Valle delle mummie d’oro

Nel 1996 l’archeologo egiziano Zawi Hawas ha scoperto una necropoli risalente al periodo greco-romano, che ospitava migliaia di mummie del I e II secolo d.C. in perfetto stato di conservazione, riccamente decorate con maschere dorate. Si trattava forse di ceti sociali elevati, sepolti con un ricco corredo funerario.

Anche noi abbiamo visitato il museo di Bawiti dove sono esposte le mummie e anche molti oggetti scoperti durante gli scavi.

Il tempio di Alessandro Magno

A Qaṣr al-Miqisba si trova il tempio dedicato ad Alessandro Magno costruito con blocchi di pietra arenaria che presenta sei cartigli con il nome del condottiero macedone in geroglifico oltre a diverse scene che lo ritraggono in compagnia di divinità egizie.

Il Gebel Al Ingleez, la Montagna Inglese

Si tratta di una montagna utilizzata come avamposto militare dai britannici durante la Prima Guerra Mondiale, episodio storico da cui prende la sua denominazione. Qui si possono ammirare i resti del forte.

Il Deserto Bianco

Situato tra l’Oasi di Bahariya e Farafra, imperdibile un’escursione nel famoso deserto bianco, l’affascinante Sahara El Beyda che si estende per oltre duemila chilometri quadrati. Un paesaggio unico composto da formazioni di roccia calcarea e gesso delle più svariate forme e dimensioni. Ne ho parlato a questo link.

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Il Deserto Nero

Parallelamente al Deserto Bianco, non si può non visitare anche il Deserto Nero, caratterizzato dall’erosione delle rocce vulcaniche nere in polvere o frammenti più o meno grandi. Disseminati ovunque, creano un contrasto davvero suggestivo con i colori della sabbia del Sahara. Ne ho parlato a questo link.

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Hai mai visitato un’oasi nel deserto? Conoscevi queste località egiziane? Fammelo sapere nei commenti!

Author

Nata a Pisa nel 1990, nella stessa città mi sono laureata in Studi Internazionali e attualmente lavoro e vivo insieme a mio marito e alla nostra bambina. Amo i giochi da tavolo con gli amici, leggere, scrivere, cucinare piatti etnici, oltre che viaggiare, vicino e lontano: la mia più grande passione.

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