Durante il mio viaggio in India ho avuto la possibilità di conoscere il jainismo, una religione affascinante che non conoscevo affatto e che mi ha incuriosito moltissimo. Si tratta di un’antica religione, o anche una filosofia, dal momento che non vengono venerate delle vere e proprie divinità. È basata sugli insegnamenti dell’asceta Mahavira, vissuto nel VI secolo a.C. predicando la non-violenza. Questa religione predica il rispetto assoluto per ogni forma di vita, comportando una forma estrema di vegetarianesimo. I jainisti ortodossi non mangiano i vegetali e i frutti che crescono sottoterra, dal momento che, nel momento di estrarli, si rischia di distruggere le piccolissime forme di vita che vi hanno attecchito. Frutta e verdura dovrebbero essere raccolti una volta caduti dalla pianta, se raccolti in precedenza, questo deve essere fatto solo se necessario, al fine di evitare gli sprechi. Anche l’acqua viene filtrata onde evitare di ingerire involontariamente piccoli organismi. Molti scelgono di coprire il naso e la bocca vengono con mascherine di stoffa per non ingerire microrganismi, piccoli insetti o germi e di camminare spazzando la strada davanti a sé, per non schiacciare nemmeno la più piccola forma di vita. I jainisti credono che anche negli elementi, quali l’acqua, il vento e il fuoco ci sia un’anima.

Le statue jain di Gwalior

A Gwalior, scendendo dal Forte, lungo la collina, si apre uno spettacolo meraviglioso per gli occhi: una serie di sculture jainiste scolpite nella roccia, collocate in diverse postazioni, tutte raggiungibili a piedi. Il gruppo più noto è costituito da una ventina di statue costruite nel XV secolo, raffiguranti i Tirthankara, letteralmente “creatori di passaggi” o “cercatori di guadi”. Statue alte, imponenti e “vestite di cielo”…Davvero suggestivo.

In questo articolo racconto invece qualche cenno su un’altra grande religione indiana, il sikhismo, e la visita al tempio sikh di Delhi, il Gurudwara Bangla Sahib.

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Nata a Pisa nel 1990, nella stessa città mi sono laureata in Studi Internazionali e attualmente vivo, lavoro e ho sposato Dario. Amo i giochi da tavolo con gli amici, leggere, scrivere, cucinare piatti etnici, oltre che viaggiare, vicino e lontano: la mia più grande passione.

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