Prima di raggiungere in auto la cittadina di Arles, situata nel dipartimento delle Bocche del Rodano, nella regione della Provenza-Alpi-Costa Azzurra, decidiamo di fare una tappa fotografica al Pont de Langlois che si trova proprio a una manciata di chilometri dal centro. Raggiungere il ponte è molto semplice, nonostante ci troviamo così vicini alla città, ci ritroviamo catapultati nella campagna insieme ad altri turisti arrivati per scattare qualche foto.

La sosta al Ponte Van Gogh

Questo ponte è anche chiamato Ponte Van Gogh perché è stato proprio il pittore olandese a immortalarlo in una serie di dipinti nel 1888, conferendogli fama immortale. Il ponte raffigurato dal pittore, rimasto completamente folgorato da Arles e dai colori caldi e vivaci della Provenza, faceva parte di una sequenza di 11 ponti collocati lungo il canale e distrutti durante la seconda guerra mondiale. Il ponte che ammiriamo e fotografiamo oggi non è quindi quello dipinto da Van Gogh, ma la ricostruzione di un ponte identico smontato e ricostruito in altra posizione, comunque molto suggestivo.

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Il Pont de Langlois – Van Gogh

Passeggiando per Arles

Quando arriviamo ad Arles restiamo subito colpiti, proprio come Van Gogh, dai suoi edifici dai toni color pastello, dalle persiane tinte di colori allegri, dai vicoletti caratteristici…qualsiasi stradina si decida di percorrere, si finisce per trovare nuovi angoli da esplorare e da fotografare! I negozietti di souvenir affollano il centro storico, mostrando in vetrina tanti prodotti a base di lavanda e belle ceramiche dalle tonalità sgargianti. Qui compriamo una calamita carinissima a forma di sacchetto del pane che contiene una baguette!

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Passeggiando per le vie del centro storico

Cominciamo la scoperta del centro storico da Place de la République, una piazza ampia e scenografica che contiene diversi monumenti ed edifici interessanti, la chiesa di St Trophime, l’Hotel de Ville, la chiesa di Sant’Anna, l’obelisco…

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Place de la République

La nostra attenzione è subito catturata dalla Chiesa di St-Trophime e dal suo splendido portale scolpito, perfetta espressione dell’arte romanica provenzale, dove viene raffigurato il Giudizio Universale affiancando gli angeli, i beati e i dannati, tutti scolpiti con una grande dovizia di particolari. Anche l’interno della chiesa è molto interessante, così come il Chiostro, riconosciuto dall’UNESCO come Patrimonio Mondiale dell’Umanità.

In mezzo alla piazza spicca l’alto obelisco egiziano in granito, probabilmente spostato qui da un’altra collocazione.

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L’obelisco egizio e la chiesa di Sant’Anna sullo sfondo

L’Hotel de Ville è invece un bell’edificio di tre piani sovrastati da una torre con orologio. Ispirato alla Reggia di Versailles, fu costruito nel XVII secolo e oggi ospita gli uffici comunali.

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L’Hotel de Ville de Arles

Interessante notare che da Place de la République si può accedere ai cosiddetti criptoportici, un ampio spazio sotterraneo, strutturato in gallerie e colonnati, che i romani utilizzavano probabilmente come magazzino del grano. Decidiamo di non scendere in visita, considerato che è ancora mattina e ci sono già 35 gradi, preferiamo desistere e proseguire il nostro giro “in superficie”.

Ci incamminiamo quindi verso l’Anfiteatro, ma prima intravediamo l’antico teatro romano del quale sono visibili le gradinate, palcoscenico di eventi culturali e artistici durante l’estate.

L’Anfiteatro romano di Arles

Raggiungiamo finalmente l’Anfiteatro Romano di Arles che è perfettamente inserito in una bella piazza i cui palazzi circostanti seguono, nella loro disposizione, la sagoma ovale dell’anfiteatro, come ad abbracciarlo. Patrimonio Mondiale dell’Unesco, i suoi numeri sono impressionanti: 136 metri di lunghezza, 107 metri di larghezza, ben 60 archi, parte in stile dorico, parte in stile corinzio. Curioso pensare che al tempo del suo utilizzo, sopra all’ultimo livello venivano posizionati dei tendoni per coprire gli spettatori.

Dopo aver scattato decine e decine di foto ai palazzi, alle finestre, alle porte, ai fiori, completamente spossati dall’afa e dall’umidità, ci trasciniamo in Place du Forum, un tempo chiamata Place des Hommes in quanto era il luogo di ritrovo per i braccianti agricoli che la mattina presto attendevano di lavorare alla giornata per i proprietari terrieri. La piazza è un punto centrale di ritrovo, piena di bar, ristoranti e fortunatamente tanti platani sotto ai quali trovare un minimo di refrigerio.

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Il Cafè La Nuit in Place du Forum

Qui si trova il Cafè La Nuit dove il pittore Van Gogh era solito trascorrere le serate, locale che è stato da lui raffigurato in due famosi dipinti: la Terrazza del caffè la sera e Il Caffè di notte.

Van Gogh ad Arles

Un altro luogo di Arles raffigurato da Van Gogh è la casa di Place Lamartine che si ritrova nel dipinto La casa gialla, anche se la casa oggi non è più tinta di giallo. All’interno di questa casa si trovava la camera raffigurata in un’altra sua famosa opera, la camera in cui viveva dividendo l’affitto con l’amico Paul Gauguin.

Continuando a girare per le strade del centro, dove troviamo davvero una piacevole atmosfera e comprendiamo perché Van Gogh fosse così legato a questa città!

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Accaldati e affamati, ci fermiamo a pranzare in un locale del centro dove concludiamo i nostri spostamenti in città e assaggiamo un ottimo primo piatto a base di carne di toro.

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Author

Nata a Pisa nel 1990, nella stessa città mi sono laureata in Studi Internazionali e attualmente vivo, lavoro e ho sposato Dario. Amo i giochi da tavolo con gli amici, leggere, scrivere, cucinare piatti etnici, oltre che viaggiare, vicino e lontano: la mia più grande passione.

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