Quando siamo stati in Giappone, siamo partiti con una lista di piatti tipici che volevamo assolutamente provare e, una volta giunti a destinazione, abbiamo cercato di rispettare il nostro proposito e di assaggiare qualcosa di nuovo ogni giorno.

Tra i piatti da assaggiare c’erano ovviamente gli okonomiyaki che siamo riusciti a mangiare a Kyoto proprio l’ultima sera del nostro viaggio. Abbiamo scelto di mangiare da Donguri, proprio a pochi passi dalla Stazione centrale e abbiamo anche dovuto prenotare il nostro tavolo la sera precedente, altrimenti avremmo rischiato di non trovare posto a sedere. Ciascun tavolo era provvisto della piastra teppan dove cuocere/tenere in caldo il cibo prima di consumarlo. Gli okonomiyaki sono uno street food tipico della città di Osaka, visti e rivisti più volte nei cartoni animati giapponesi, come per esempio in Kiss Me Licia dove venivano cucinati da Marrabbio, il padre di Licia. La parola è composta da due termini: okonomi (quello che vuoi) e yaki (alla griglia), indicando le caratteristiche del piatto, una base che somiglia a una crepe/frittella sopra la quale vengono aggiunti ingredienti diversi a seconda dei gusti, carne, pesce, verdura come il cavolo verza, uovo fritto, ricoperti da salse e maionese.

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Okonomiyaki cotto sul teppan e mangiato da Donguri a Kyoto

Non volevamo solo mangiare gli yakitori, ma volevamo farlo in uno di quei locali che si vedono sempre nei film e cartoni giapponesi dove ci sono un bancone grande e 3/4 posti a sedere che spesso coincidono con il bancone stesso. Ci siamo riusciti a Tokyo, nella zona di Omoide Yokocho a Shinjuku Ovest. Yakitori significa “pollo grigliato” ed è un altro tipico street food giapponese, molto amato e venduto anche alle bancarelle durante fiere ed eventi. Le varianti da assaggiare sono moltissime, viene utilizzata qualsiasi parte del pollo, il cuore, la cartilagine, le frattaglie, la pelle… che vengono presentati in piccoli pezzi infilzati su spiedini di bambù e grigliati. Il costo varia a seconda della parte del pollo che viene utilizzata per la realizzazione del piatto.

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Gli yakitori mangiati in un locale di Omoide Yokocho

Abbiamo invece mangiato i takoyaki all’interno del centro termale Oedo Onsen Monogatari che si trova sull’isola di Odaiba a Tokyo. I takoyaki sono deliziose polpettine ripiene di polpo, anche queste tipiche della città di Osaka, cucinate in numerose varianti che prevedono lo zenzero marinato, la cipolla verde, il katsuoboshi, che consiste in fiocchi di tonnetto striato essiccato e affumicato.

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I takoyaki, la mia cena alle terme Oedo Onsen Monogatari di Tokyo

Il sushi lo conoscevamo già molto bene visto che è uno dei nostri piatti preferiti in assoluto. In realtà per sushi non si intende una pietanza specifica, ma un insieme di piatti tipici declinati in numerosissime varianti, sempre a base di riso combinato insieme ad altri ingredienti come pesce, alghe, uova. Il ripieno può essere crudo o cotto e il piatto finale presentato in modi diversi, sotto forma di maki, che sono una sorta di involtini circondati dall’alga nori, di nigiri che sono polpettine allungate di riso con una striscia di pesce appoggiato sopra, di sashimi che è composto di solo pesce fresco. A Tokyo abbiamo mangiato sushi in diverse occasioni, personalmente ho apprezzato l’enorme varietà di pesce e l’ottima qualità, anche se mi è piaciuto un po’ meno il fatto che spesso i nigiri nascondessero, tra il riso e il pesce, una puntina di salsa wasabi.

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I taiyaki sono invece dei dolcetti davvero carinissimi, fatti a forma di pesce, il nome significa infatti “orata al forno”. Esistono diverse varianti, con il cioccolato, il formaggio, ma il ripieno tradizionale è quello fatto di anko, una pasta di fagioli azuki zuccherati. L’impasto richiama quello dei pancake.

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Il taiyaki mangiato ad Akihabara, il quartiere di Tokyo dedicato all’elettronica

Il ramen è una zuppa buonissima che si pensa abbia origini cinesi, ma è molto popolare in Giappone già dagli anni ottanta, esistono infinite versioni e varianti. Tipicamente è composta da un brodo molto denso e saporito a base di salsa di soia, miso, zenzero, al quale si aggiungono i noodles, un tipo di pasta simile agli spaghetti e diversi condimenti come le fettine di lonza, le alghe e le uova appena sode. Come decorazione viene aggiunto il naruto a fettine, ottenuto frullando insieme surimi e pesce azzurro, mantenendo un simpatico e caratteristico motivo a spirale.
Il più buono che abbiamo mangiato (e anche economico) è stato a Kabukicho, il quartiere a luci rosse di Kyoto.

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Il ramen mangiato nel quartiere di Kabukicho

Gli udon sono uno dei piatti più buoni in assoluto. Sono dei grossi spaghetti preparati con farina di grano duro, acqua e sale. Hanno una consistenza morbida e spessa che li rende versatili e perfetti sia per essere cucinati in brodo sia asciutti e conditi con carne, pesce, uova, verdure. I più buoni li ho mangiati in un ristorantino nei pressi del Lago Kawaguchi, poco distante dal Monte Fuji.

La tempura è la tipica frittura giapponese, leggera e molto croccante, utilizzata principalmente con le verdure, ma anche con il pesce, soprattutto i gamberi. La pastella utilizzata deve essere il più fredda possibile.

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Adesso non voglio parlare direttamente di un piatto tipico, ma di un modo tipico per presentarlo: il bento, un pasto completo servito all’interno di una scatola, dove le pietanze sono separate da divisori o racchiuse in vassoi impilati. Ho sempre visto nei cartoni il bento portato a scuola dagli studenti per il pranzo, oppure dagli impiegati nelle aziende…e non vedevo l’ora di assaggiarlo. Ne abbiamo acquistato uno a testa alla stazione centrale di Tokyo e l’abbiamo conservato per il pranzo a bordo dello shinkansen, il treno super veloce che ci ha portato da Tokyo a Kyoto. La nostra scatola non era così carina ed elegante come quelle che si vedono, non c’erano pietanze tagliate in modo simpatico e invitante, gli ingredienti non erano stati maneggiati con una grande cura, non era avvolta nella stoffa…era una semplice scatola preconfezionata che ci ha reso però molto felici.

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La mia bento box!

A Kyoto abbiamo soggiornato nel delizioso ryon Gion Yoshiima, una locanda tradizionale nella parte vecchia della città dove abbiamo avuto la possibilità di gustare una cena kaiseki. Con questo termine si intende un pasto tradizionale composto da tante piccole portate. Alla buona riuscita della cena, indelebile nei nostri ricordi hanno contribuito la piccola cerimonia del tè che l’ha preceduta e lo straordinario ambiente tradizionale dove ci trovavamo, vestiti con uno yukata e inginocchiati sul tatami, intorno a un tavolino basso.

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La nostra cena nel ryokan di Kyoto
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Author

Nata a Pisa nel 1990, nella stessa città mi sono laureata in Studi Internazionali e attualmente vivo, lavoro e ho sposato Dario. Amo i giochi da tavolo con gli amici, leggere, scrivere, cucinare piatti etnici, oltre che viaggiare, vicino e lontano: la mia più grande passione.

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