Il nostro primo giorno nei Paesi Bassi l’abbiamo trascorso nella splendida Amsterdam, qui racconto tutto quello che abbiamo visitato nella capitale.

Il nostro secondo giorno invece l’abbiamo dedicato alla campagna e, come prima tappa di una calda e soleggiata domenica di maggio abbiamo scelto Volendam, tipico paesino di pescatori sulle sponde del Lago Ijsselmeer, separato dal Mare del Nord da una diga lunga 32 km, realizzata negli anni ’30 del Novecento. Appena usciti dall’autostrada bisogna attraversare la campagna verdissima per una trentina di minuti, piena di animali al pascolo.

Abbiamo parcheggiato l’auto gratuitamente nel parcheggio della Marina di Volendam e abbiamo fatto una passeggiata nel porto nuovo, circondato dalle case di vacanza degli olandesi dove erano già in molti ad approfittare del clima mite per mangiare all’aperto e uscire in barca. C’è anche la possibilità di noleggiare una bicicletta e raggiungere così il centro storico, ma abbiamo scelto alla fine di andare a piedi con una passeggiata lunga 10 minuti lungo un argine costeggiato da basse casette con le tendine di pizzi e merletti.

La strada porta direttamente sul lungolago di Volendam: uno spettacolo per gli occhi. Le case sono tutte diverse, in legno e mattoni, piene di fiori e colori, con simpatiche insegne a indicare i ristoranti, i negozi di souvenir e quelli in cui è possibile farsi fotografare con abiti tradizionali olandesi.

Abbiamo subito prenotato il traghetto per Marken (andata e ritorno) e abbiamo scelto quindi di pranzare a Volendam a una delle tante (e affollate) bancarelle, scegliendo due panini tipici: il primo con il salmone affumicato e il secondo con le tipiche aringhe accompagnate da cipolla a cubetti e cetrioli. Non semplicissimi da mangiare (soprattutto il secondo!), ma davvero deliziosi.

Il traghetto per Marken è praticamente vuoto, così come il paesino che raggiungiamo in circa 25 minuti. Molto più silenzioso e tranquillo di Volendam, i negozi e ristoranti si contano sulle dita di una mano. Facciamo una lunga passeggiata sull’argine che costeggia il lago raggiungendo un punto panoramico che ci permette di fotografare tutto il paese.

Torniamo al porticciolo e ci addentriamo fino a scoprire scorci meravigliosi, dove le casette di legno si susseguono in mezzo ai canali e gli zoccoli di legno sono ancora visibili alle porte delle case. Sembrava di essere fuori dal tempo, con le pecore nei recinti tra le case e i ponti di legno bianco ad attraversare gli stretti canali di acqua verde. Tornati di nuovo al porto abbiamo preso una vaschetta di frutta a una bancarella e ci siamo seduti a mangiarla…pochi minuti ed eravamo circondati da anatre curiose.

Tornati a Volendam, abbiamo girato ancora un po’ per il centro, comprato qualche souvenir (neanche troppo cari, considerato il luogo) e abbiamo ripreso la macchina per raggiungere Edam. In una decina di minuti abbiamo raggiunto il paese e parcheggiato gratuitamente prima del centro storico. Il paesino è davvero piccolo e piacevole, siamo stati accolti da un coro al femminile che si esercitava di fronte al Municipio.

Non c’è molto da vedere, i negozi che vendono formaggio sono pochi, con gli stessi prezzi e prodotti offerti anche in altri negozi che ci era capitato di incontrare in altri paesi, anche a Volendam per esempio. Abbiamo raggiunto la Kaasmarkt, la piazza dove i mercoledì di luglio e agosto si tiene il mercato del formaggio, piena invece di bancarelle di artigianato. Sulla sinistra si vede l’edificio della pesa pubblica dove sono in vendita diversi formaggi, che ha di fronte un carretto pieno di forme di edamer dove è divertente scattare una foto.

Ci siamo poi seduti all’esterno di un pub vicinissimo alla piazza dove abbiamo mangiato un sandwich ripieno di sottili fette di edamer. Prima di andarcene abbiamo acquistato qualche forma di formaggio in un negozio ad angolo tra la Kaasmarkt e la piazza centrale di accesso al borgo, dove si trova anche l’Edam Museum.

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Nata a Pisa nel 1990, nella stessa città mi sono laureata in Studi Internazionali e attualmente vivo, lavoro e ho sposato Dario. Amo i giochi da tavolo con gli amici, leggere, scrivere, cucinare piatti etnici, oltre che viaggiare, vicino e lontano: la mia più grande passione.

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