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Pistoia viene definita la Santiago italiana, la Compostela italiana, la seconda Compostela, la Santiago minor…e scommetto che non lo sapevi! Non solo, è anch’essa legata al culto di San Giacomo che è il santo patrono e protettore di Pistoia e a sua volta fa parte di un cammino…oltre a essere una città molto piacevole e interessante da visitare!

Pensa che nel 2019 Santiago di Compostela ha donato a Pistoia un cippo con il simbolo del cammino di Santiago, che indica la distanza mancante fino a Santiago di Compostela: 2505 km.

Andiamo subito a vedere cosa accomuna questa bella città toscana alla celeberrima Santiago di Compostela, la città spagnola capoluogo della Galizia dove si conclude il cammino di Santiago in quanto presunto luogo di sepoltura dell’apostolo San Giacomo.

L’apostolo Giacomo

Giacomo, ma anche Jacopo o Iacopo o Jago in spagnolo, era uno dei 12 apostoli insieme al fratello Giovanni. Entrambi pescatori, risposero alla chiamata di Gesù mentre si riassettavano le reti sul mare di Galilea. Figlio di Zebedeo e Salome, viene definito anche come Giacomo di Zebedeo o Giacomo Maggiore per distinguerlo dall’altro apostolo Giacomo di Alfeo, detto il Minore. Fu il primo apostolo a ricevere la corona del martirio, quando venne decapitato per volere di Erode Agrippa.

San Giacomo come pellegrino

Nell’iconografia, San Giacomo viene rappresentato come un pellegrino: bisaccia in spalla, cappello largo, zucca, bastone e una conchiglia, nello specifico, una capasanta raccolta sulla costa di Finis Terrae, dove si trova il km 0 del Cammino di Santiago. L’apostolo infatti fece opera di evangelizzazione in Giudea e Samaria, ma anche in Spagna, fino alle coste della Galizia. La conchiglia è diventata poi il simbolo del pellegrinaggio a Santiago.

Sotto il loggiato della Cattedrale di San Zeno, sulla lunetta d’ingresso alla Sacrestia di San Jacopo, si vede una raffigurazione del santo in veste di pellegrino mentre sorregge un’immagine della città di Pistoia.

La sepoltura a Santiago di Compostela

La leggenda vuole che i suoi discepoli abbiano trasportato il corpo in Galizia per seppellirlo, a bordo di una barca guidata da un angelo.

Pare che il primo luogo di sepoltura sia stato un bosco vicino al porto romano di Iria Flavia, del quale si sono perse le tracce fino al 813 quando l’eremita Pelagio, dopo l’avviso di un angelo, vide strane luci sul monte Libredòn. Il vescovo Teodomiro vi scoprì una tomba che conteneva tre corpi, uno dei quali con la testa mozzata e la scritta: “Qui giace Jacobus, figlio di Zebedeo e Salomé”. 

Da quel momento, il posto venne chiamato Campus Stellae e noto con il nome di Santiago de Compostella.

Il culto di San Giacomo Maggiore a Pistoia

I pistoiesi erano soliti invocare la protezione di San Giacomo che ha fatto sì che la città venisse risparmiata dall’invasione dei Saraceni nell’849. Come ringraziamento venne edificata la chiesina di San Jacopo in Castellare, detta anche San Jacopino.

Nel 1113 il vescovo spagnolo, poi venerato come Sant’Atto dopo la sua morte, cercò di recuperare per Pistoia una reliquia di San Giacomo dalla Gran Cattedrale di Santiago de Compostela allo scopo di rasserenare i rapporti tra Comune e Chiesa. 

Proprio a Santiago si trovava Ranieri, un diacono di origini pistoiesi che riuscì a intercedere con il Vescovo di Santiago Gelmirez che fece riaprire il sarcofago che custodiva le spoglie di San Giacomo. Venne così prelevata una ciocca di capelli dalla parte posteriore del cranio con una parte di cute e un frammento osseo e incaricati i nobili Mediovillano e Tebaldo di portare la reliquia a Pistoia dove vennero accolti da grandi festeggiamenti. 

San Giacomo, tra Pistoia e Santiago di Compostela - immagine 214

La cappella di San Jacopo

Successivamente, il 25 luglio 1144 venne consacrato l’altare dedicato al santo all’interno della cattedrale di San Zeno.

La reliquia è custodita infatti nella cappella di San Jacopo, proprio di fronte all’Altare d’Argento, alla realizzazione del quale contribuì anche un giovane Filippo Brunelleschi. La Cappella è delimitata da una cancellata in ferro ed è dotata di una porta dei pellegrini che ne consente l’accesso diretto dall’esterno. Il reliquiario in argento dorato è stato eseguito da Lorenzo Ghiberti nel 1407 e presenta tre teche: la reliquia del santo si trova in quella più alta a forma di tempietto rinascimentale.

Nel 1395 Papa Bonifacio IX concesse un’indulgenza alla Cappella di San Jacopo.

Pistoia divenne così un’importante meta di pellegrinaggio, una tappa fondamentale della via Francigena, un percorso molto conosciuto dai fedeli che si dirigevano verso Santiago di Compostela o, nel percorso inverso, verso Roma.

Grazie alle offerte dei devoti, Pistoia guadagnò notevoli introiti economici per cui, per amministrare le offerte e gestire le celebrazioni del culto di San Giacomo, ebbe origine l’Opera di San Jacopo. Questa istituzione era formata dai più eminenti membri del Consiglio del Comune. 

I festeggiamenti di luglio

In passato

Il 25 luglio cade la festa di San Giacomo e, già dal XII secolo, i festeggiamenti cominciavano il 24 luglio, la vigilia del dies natalis con la cerimonia degli omaggi e la processione, che si concludeva con luminaria in cui si facevano bruciare dei pannelli unti in materie resinose, collocati sulle torri della Cattedrale e sopra i cornicioni dei palazzi pubblici, mentre si accendevano falò di paglia nelle piazze della città e nelle zone limitrofe.

Per Pistoia il 25 luglio era il giorno della festa e del divertimento con la fiera sul Prato di San Francesco e con la messa solenne nella Cattedrale di San Zeno: per tutto il mese gli interni venivano adornati con festoni di verzura, rami di bosso, allori e rose, mentre all’esterno era addobbata con tralci di uva e rami di mele, considerati dono del Santo, una tradizione che rimane ancora oggi.

Talvolta venivano rilasciati alcuni prigionieri, veniva distribuito cibo ai poveri, si esponeva il tesoro.

Al termine della messa veniva anche organizzato un rinfresco sontuoso: la colazione. Questa veniva offerta ad alte autorità religiose o laiche, sia locali che straniere come Piero dei Medici, l’Arciduca di Innsbruck, il Principe ereditario di Danimarca…Si mangiavano confetti grossi, finocchiata (un salume toscano), confetture, cialdoni, pistacchi, frutta candita e vini pregiati…Una tradizione rimasta in uso fino alla fine del XVIII secolo.

Oggi

La vestizione di San Giacomo

Da tradizione, il 22 luglio viene vestita con una mantellina rossa la statua di San Jacopo che si trova al lato destro della facciata del Duomo. 

La leggenda vuole che San Jacopo facesse il sensale di cavalli che acquistava rimandando il pagamento all’arrivo della stagione più calda. Quando nel mese di luglio un creditore provò a riscuotere, trovò il santo ricoperto da una mantella rossa che si fingeva infreddolito, continuando a posticipare il pagamento. A Pistoia è rimasta in uso la locuzione “pagare a tanto caldo” per i pagatori disonesti.

In realtà il mantello ha una valenza simbolica rappresentando il martirio e la festa, con la fusione tra il mondo laico e il mondo ecclesiastico. 

La Giostra dell’Orso

Ancora oggi si mantiene l’evento del palio, chiamato “Giostra dell’Orso” dal 1947 che nel corso della storia è diventato parte integrante delle celebrazioni della festa patronale. Questo torneo equestre si tiene proprio il 25 luglio nella Piazza del Duomo, tra i quattro rioni cittadini.

Interessante notare che in passato, per riparare i fedeli dal sole, veniva steso un grandissimo telo dipinto a scacchi e con le conchiglie di San Giacomo. 

Il cammino

Pistoia è inserita nel cosiddetto Cammino di San Jacopo che collega sette città e sette cattedrali in Toscana: Firenze, Prato, Pistoia, Pescia, Lucca, Pisa e Livorno. Il simbolo richiama la conchiglia stilizzata sovrapposta alla losanga del romanico pisano. Ai pellegrini che lo percorrono a piedi viene conferito un certificato che prende il nome di Jacopea da parte dell’Accoglienza Pellegrina posta all’interno del battistero di San Giovanni.

Il percorso, proposto dall’architetto Nedo Ferrari insieme alla Comunità Toscana Il Pellegrino di Firenze, riattraversa in parte la Via Cassia – Clodia, che collega le città di Firenze, Prato, Pistoia, Pescia e Lucca, costituendo un tratto del Cammino verso Santiago di Compostella e in parte la Via Aemilia Scauri romana tra Pisa e Livorno, dal porto del quale si può partire per Barcellona. Una volta giunti in Spagna si incontrano i cammini jacopei catalani e il Cammino dell’Ebro, per poi proseguire sul Cammino francese fino a Santiago di Compostela.

I pellegrini nella Pistoia sotterranea

San Giacomo, tra Pistoia e Santiago di Compostela - immagine 217

Sai che, sottoterra, si possono ripercorrere i passi degli antichi pellegrini che da Pistoia raggiungevano Santiago di Compostela?

I 900 metri dell’itinerario nella Pistoia sotterranea raccontano la storia della città, seguendo il letto dell’antico torrente Brana. Intorno al corso d’acqua erano sorti numerosi Hospitales, tra cui l’Ospedale del Ceppo, sorto nel XIII secolo e spostato in questa posizione nei decenni successivi, che è stato il principale ospedale pistoiese fino al 2013 e successivamente diventato un Museo. Interessante notare che l’Ospedale del Ceppo aveva anche la funzione di albergare i pellegrini che qui sostavano almeno un giorno, procedevano al rituale lavaggio dei piedi e successivamente ottenevano l’autorizzazione all’ingresso in città dopo aver pagato la congregazione per la sua ospitalità.

I malati che potevano permetterselo pagavano i pellegrini in transito a Pistoia per recarsi per proprio conto a Santiago di Compostela. Al suo ritorno, il pellegrino donava al malato la conchiglia che utilizzava per mangiare, espiando così le sue colpe. Sono state infatti rinvenute moltissime di queste capesante nell’alveo del torrente in quanto, attraverso delle aperture sulle volte chiamate butti, il personale ospedaliero gettava nel fiume le ceramiche e gli oggetti dismessi, come le conchiglie provenienti dal cammino di Santiago.

Con questa curiosità si conclude la storia del culto di San Giacomo a Pistoia, conoscevi le origini della Santiago italiana? Ti piacerebbe percorrere il cammino di Santiago di Compostela? Hai mai percorso un cammino? Fammelo sapere nei commenti!

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Nata a Pisa nel 1990, nella stessa città mi sono laureata in Studi Internazionali e attualmente lavoro e vivo insieme a mio marito e alla nostra bambina. Amo i giochi da tavolo con gli amici, leggere, scrivere, cucinare piatti etnici, oltre che viaggiare, vicino e lontano: la mia più grande passione.

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