I prossimi 24 e 25 maggio in Camargue, nella città di Saintes-Maries-de-la-Mer , si raduneranno i gitani da ogni parte del mondo per venerare la loro patrona Santa Sara la Nera. Le strade della città si riempiono dei colori dei gitani, della loro musica e delle loro usanze, per giorni e giorni.

La statua della Santa è situata nella cripta della chiesa di Nostra Signora del Mare e viene addobbata con vestiti, mantelli e gioielli. Dopo la messa del mattino la statua della Santa, preceduta dai cavalieri camarguesi, nel pomeriggio viene trasportata a spalla in una lunga processione fino ad arrivare al mare, dove viene purificata. La statua infatti, toccata tutto l’anno dai fedeli, viene caricata di energia negativa, e per questo è necessario purificarla con l’acqua. Durante il tragitto i gitani intonano canti tradizionali e suonano la chitarra e il violino.

Il secondo giorno è il turno delle due Marie, e anche in questo caso la processione finisce in mare. Ed è proprio dalle “Marie” che prende il nome la città: Maria Maddalena, Maria Salomé e Maria Jacobé, arrivate insieme alla serva Sara, dopo aver vagato in mare su una barca priva di remi. Le loro statue si trovano nella Chiesa del paese, semplice e lineare, composta da un’unica navata con feritoie e merli sul tetto. Costruita tra i secoli IX e XI, serviva come torre di avvistamento e per proteggere gli abitanti dai pirati saraceni.

Su una facciata laterale è presente una croce della Camargue, detta anche croix gardiane dal nome dei lavoranti degli allevamenti bradi di tori e cavalli. La Croce riunisce i simboli delle tre virtù teologali, Fede (la croce), Speranza (l’ancora) e Carità (il Cuore).

Camargue, terra dalle profonde tradizioni e dalla natura prorompente, tra gli abitanti vestiti dei costumi tipici, i fenicotteri, i tori al pascolo e i cavalli bianchi allo stato brado.

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Nata a Pisa nel 1990, nella stessa città mi sono laureata in Studi Internazionali e attualmente vivo, lavoro e ho sposato Dario. Amo i giochi da tavolo con gli amici, leggere, scrivere, cucinare piatti etnici, oltre che viaggiare, vicino e lontano: la mia più grande passione.

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