Lo scorso sabato, 30 maggio 2015, a Roma si è tenuta la Festa del Carro, la Ratha-Yatra, dove si sono riuniti tutti gli Hare Krishna della capitale. Mi sono imbattuta per caso in questo mondo di allegria e colori, così mi è venuta voglia di saperne di più.

Il Movimento Hare Krishna (o ISKCON) si basa sulla focalizzazione della fede religiosa sulla figura di Krishna e sulla promozione di un’attiva azione missionaria. La sede centrale dell’associazione è Mayapur, in India. L’associazione chiede a tutti i membri la recita di un certo numero di japa mala del mantra Hare Krishna e il rispetto di quattro principi regolatori: essere strettamente latto-vegetariani (non mangiare carne, pesce, uova); non assumere droghe (neppure tabacco, caffè, tè ed alcolici); non praticare sesso, se non con il proprio coniuge ed allo scopo di procreare; non praticare gioco d’azzardo.

I nuovi membri devono affrontare un periodo di prova di almeno sei mesi, rispettando rigorosamente i principi, al termine del quale possono scegliere un guru dell’ISKCON.

L’iniziazione avviene attraverso la celebrazione di un rituale durante il quale il devoto riceve dal maestro un nome legato alla tradizione vaishnava (completato dal suffisso “das” o “dasi”, “servitore” o “servitrice”) e un rosario, il japa mala. I membri segnano tradizionalmente il corpo e la fronte con il tilaka. Gli uomini si rasano i capelli, lasciando un codino (sikha) e vestono di color zafferano se celibi o di bianco se sposati. Le donne indossano abitualmente il sari (bianco se sono vedove). Durante la Festa del Carro di Roma i partecipanti hanno trainato a mano un grande carro colorato e decorato su cui si trovava la Divinità di Sri Jagannath (in sanscrito il Signore dell’Universo).

Un movimento affascinante e colorato che trae le sue origini da una terra altrettanto speciale, l’India, culla di molte grandi e importanti religioni, tra cui il sikhismo e il jainismo, che approfondisco nei rispettivi articoli.

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Nata a Pisa nel 1990, nella stessa città mi sono laureata in Studi Internazionali e attualmente vivo, lavoro e ho sposato Dario. Amo i giochi da tavolo con gli amici, leggere, scrivere, cucinare piatti etnici, oltre che viaggiare, vicino e lontano: la mia più grande passione.

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